Il Pd cerca la massima intesa su riconoscimento Palestina, ma voto alla Camera slitta

Il gruppo del Partito democratico della Camera ha dato mandato al responsabile Esteri Enzo Amendola di cercare la massima condivisione possibile, a partire dalle forze di maggioranza, sulla mozione sul riconoscimento della Palestina a partire dal testo del Pd. Il voto, alla Camera, previsto in un primo momento per domani, è slittato. Il governo, infatti, ha deciso di mettere la fiducia sul Dl milleproroghe. E ciò ha modificato il calendario dei lavori.

Il Pd comunque lavora alla massima convergenza per evitare che al voto si arrivi con divisioni interne o nella maggioranza. Nell'assemblea del gruppo dem di oggi a Montecitorio non sono mancati i distinguo su un argomento così 'sensibile'. Pippo Civati, per esempio, ha spiegato di essere sulla linea dei "progressisti israeliani. In questo -ha sottolineato- la mozione di Sel mi sembra più netta ma potrei votare sia la mozione del Pd che quella di Sel".

Nel corso della riunione, comunque, Amendola ha illustrato il percorso 'formativo' della mozione che il Pd ha intenzione di presentare. L'equilibrio si sta cercando a partire dalla formulazione utilizzata dalla mozione sul riconoscimento della Palestina votata dal Parlamento europeo. In particolare, il nodo fondamentale è quello se 'accontentarsi' di partire dal "mutuo riconoscimento" tra Israele e Palestina per arrivare al riconoscimento dello Stato palestinese o, come suggeriscono alcuni, andare oltre per essere più "espliciti".

Anche gli altri gruppi parlamentari, al netto di intese sempre possibili, hanno annunciato l'intenzione di presentare una propria mozione. Oltre ad Area popolare, Sel e il Psi ne hanno firmate due distinte che però si richiamano all'appello di circa 1000 intellettuali israeliani (Yehoshua, Oz e Grossman tra questi) che parla di "riconoscimento dello Stato palestinese" ma "non condizionato ai negoziati". A questo proposito, il capogruppo di Sel alla Camera Arturo Scotto ha spiegato che sia la mozione di Sel che quella del Psi sono state sottoscritte da alcuni deputati del Pd.

Il testo della Lega, invece, specifica che non può esserci "nessun riconoscimento dello Stato di Palestina in assenza di accordi bilaterali con Israele". Esplicitamente al Pd, come anche agli altri partiti, si è invece rivolto il M5S: "Non ha importanza quale mozione sarà approvata, se la nostra, a prima firma Gianluca Rizzo, o quella di Sel e Psi. Questa volta ciò che conta è l'obiettivo, ovvero restituire al popolo palestinese i suoi diritti", è l'appello dei grillini.