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Pd, Vaccaro: "Caso Ercolano surreale, siamo di fronte a schizofrenia politica"

POLITICA
Pd, Vaccaro: Caso Ercolano surreale, siamo di fronte a schizofrenia politica

"Ormai con il Pd bisogna giocare la tripla, non c'è più un risultato atteso o una regola. In questo caso arriveremmo a primarie superate, con l'indicazione della candidatura di Bonajuto, e poi alla categoria delle primarie ripetute. Ci troviamo di fronte al classico caso di schizofrenia politica. Cosa può pensare un cittadino di Ercolano o un osservatore da lontano? Se una cosa del genere accadesse in un dialogo di un reparto neuro la troveremmo normale, se accade in un partito la troveremmo surreale, però questo è il Pd. In Campania ci stiamo abituando a tutto". Così il deputato campano Guglielmo Vaccaro, che si è autosospeso dal Pd, commenta all'AdnKronos il 'caso Ercolano' e l'ipotesi di fare le primarie.

Il deputato 'anti-De Luca', al centro delle polemiche per l'apertura a un dialogo con Caldoro, 'elenca' tra le criticità del Pd in Campania "le primarie regionali e la vicenda De Luca, il 'caso Pomigliano', Giugliano e ora Ercolano: città che valgono intere province del nord Italia. Forse siamo oltre il reparto neutro, a me sembra un manicomio a cielo aperto".

Vaccaro si dice d'accordo con chi, come il candidato di 'Sinistra al Lavoro per la Campania' ed esponente di Sel Salvatore Vozza, sostiene che il Pd stia "regalando" la regione al centrodestra. "Più che una sensazione credo sia una certezza". E torna a chiedere il commissariamento del partito regionale: "Io lo ripeto da tempo - prosegue Vaccaro - la soluzione c'era e c'è ancora, perché mai dire mai: occorre il commissariamento degli organi di partito. Quando in un'area di 30 km quadrati succedono quattro fatti del genere, se non commissari sei complice. C'è la complicità oggettiva del livello nazionale che non procede al commissariamento".

A differenza di quanto avvenuto a Roma con il commissariamento del Pd, "in Campania, dove invece ci sono stati arresti, inchieste, condanne e rinvii a giudizio, non c'è nemmeno l'ombra di una procedura avviata a livello nazionale: questa è una gravissima omissione che ha il sapore di complicità, figlia dell'indifferenza verso tutto ciò che accade a sud del Garigliano. Siamo di fronte a un caso clamoroso di sottovalutazione di quello che sta accadendo".

Commentando la visita del premier Matteo Renzi in programma il 18 aprile a Pompei, Vaccaro ironizza: "Renzi visita le rovine antiche di Pompei e le rovine del Pd campano, è in tema. Immagino che farà qualche selfie, ci dirà che risolverà il problema di Pompei e ritornerà tra un anno. Intanto i guai restano a noi, come per Bagnoli e per il partito campano. Io penso che alla fine Renzi farà come sempre: 'sbotterà' e travolgerà tutto quello che c'è sul campo, rischia però di essere fuori tempo massimo, perché il danno della sconfitta elettorale non è suo ma è il nostro".

Vaccaro ne ha anche per Luca Lotti: "Trovo raccapricciante l'atteggiamento espresso nell'affermazione di Lotti che ci dice 'in fondo se l'avete votato adesso gli fate campagna elettorale'. Io spero che Lotti non si comporti così con le cose che ha più a cuore, perché questo non è diseducativo, è molto peggio, è pericoloso: l'idea che chi ha responsabilità non sottrae chi non ne ha dal rischio di un errore è molto grave. Speriamo che per altre questioni non adottino lo stesso criterio, perché se l'elettorato dovesse decidere che si può anche vincere in queste condizioni l'idea che ne verrebbe fuori è di una regione che si rappresenta in politica per quella che è cioè una regione cialtrona. Io penso che così non possa andare e se così deve andare sarò io ad andarmene".

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