Creato per celebrare Mussolini, l'obelisco del Foro Italico simbolo del regime fascista

Roma è senza dubbio la città degli obelischi. Nella maggior parte dei casi si tratta di opere egizie, come quello della Minerva, del Pantheon o del Pincio, in altri casi si tratta invece di opere moderne, come quelli di Villa Torlonia, realizzati in granito di Bavero, o ancora l'Obelisco del Foro Italico, balzato agli onori della cronaca dopo le affermazioni del Presidente della Camera, Laura Boldrini, che ha suscitato un polverone di polemiche per aver ipotizzato la rimozione dal monumento della scritta 'Dux'. L'obelisco del Foro Italico, esplicito simbolo del regime fascista e del culto della personalità indirizzato a Mussolini, ha 83 anni.

La storia dell'Obelisco 'Mussolini', così era chiamato, che subito sopra il contestato 'Dux' riporta il cognome del dittatore, è legata a Renato Ricci, ministro delle Corporazioni, nominato da Mussolini commissario governativo per l'Ente portuale di Carrara e in seguito responsabile del Consorzio per il commercio e l'industria del marmo. Il monumento costò 2.343.792,60 lire, oltre a mezzo milione per la cuspide di oro puro che andò poi perduta nei giorni seguenti alla caduta del fascismo.

Nel 1927, Ricci immaginò un enorme obelisco fatto in un unico blocco di marmo di Carrara da innalzare a Roma. Dopo lunghe ricerche, nella cava 'Carbonera' fu individuato un blocco alto 19 metri per due metri alla base, del peso di 300 tonnellate. L'estrazione avvenne il 26 gennaio 1929, e dopo si diede inizio alla 'lizzatura', un metodo utilizzato per trasportare il monolite a valle.

Per riuscire nell'impresa, furono utilizzate 36 coppie di buoi che per cinque mesi lo trainarono su dei binari lubrificati fino a raggiungere la costa, dove a giugno il blocco fu imbarcato alla volta di Fiumicino tramite l'Apuano, un pontone realizzato appositamente a La Spezia. Una volta raggiunto il porto laziale, il blocco di marmo risalì il fiume Tevere, giungendo a Roma il 6 maggio del 1932.

Una volta approdato nella Capitale, Ricci decise di affidare l'esecuzione delle opere e l'innalzamento dell'obelisco all'architetto Costantino Costantini, lo stesso che decorò anche il Ponte Vittorio Emanuele II sul Tevere e realizzò il complesso natatorio del Foro Italico nel 1930.

L'intenzione era di realizzare un'opera che desse l'idea del trionfo, sottolineasse la grandezza dell'architettura fascista e ricordasse anche un anniversario importante: L'Obelisco 'Mussolini' fu infatti inaugurato il 29 ottobre 1932 davanti al complesso sportivo del Foro Italico, per celebrare il decennale della marcia su Roma.

Nella relazione con cui presentò il progetto a Mussolini, Ricci sottolineò che l'obelisco era "il più grande blocco marmoreo che sia mai venuto alla luce dalle viscere della terra". Il monumento costò 2.343.792,60 lire, oltre a mezzo milione per la cuspide di oro puro che andò poi perduta nei giorni seguenti alla caduta del fascismo .

Ultimo grande trasporto effettuato via Tevere, l'obelisco Mussolini campeggiava e campeggia sul vasto complesso sportivo del Foro Italico, alla base di Monte Mario. Ideato e realizzato da Enrico Del Debbio fra il 1927 ed il 1933, il complesso fu completato solo vent'anni dopo, fra il 1956 ed il 1968. Nel 2006 iniziarono i lavori di restauro dell'obelisco Mussolini, terminati, due anni dopo, nel settembre 2008.