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Unioni civili, cattolici del Pd contro adozioni. Renzi conferma no allo stralcio

POLITICA
Unioni civili, cattolici del Pd contro adozioni. Renzi conferma no allo stralcio

(Xinhua)

"Secondo me questa è la migliore legge" dopodiché "decide il Parlamento in libertà di coscienza". Il premier Matteo Renzi fa il punto con i collaboratori sulle unioni civili e conferma la linea tenuta fin qui sul ddl Cirinnà. Insomma, non è in vista alcuna marcia indietro sul ddl, nessuno stralcio delle stepchild adoption, come richiesto da alcuni cattolici dem e nessuna apertura sull'affido rafforzato, formula prospettata da un emendamento depositato oggi al Senato, come possibile mediazione.

La posizione del Pd, spiega un dirigente del Nazareno, "è per il ddl Cirinnà così com'è, stepchild adoption comprese. Poi sono possibili miglioramenti ed è consentita la libertà di coscienza ma rispetto a quel testo. Non è che si va in ordine sparso...". I possibili 'miglioramenti' sono oggetto di un lavoro che va avanti da giorni. A partire dalle riunioni della 'bicameralina' Pd.

"Lo stralcio e l'affido sono questioni superate -dice Walter Verini, membro della 'bicameralina'- la mediazione, se ci sarà, potrà avvenire dentro l'impianto del ddl". Si può agire, insomma, rafforzando alcune garanzie ma senza stravolgere il testo. Per dire, ieri sera alla 'bicameralina' (che tornerà a riunirsi il 19 o il 20 gennaio) si è parlato di prevedere magari un periodo di due anni per verificare se la coppia omossessuale ha i requisiti di adottabilità.

"Abbiamo fatto un lungo percorso ed è difficile pensare che la legge si possa fare a pezzi, legge che richiede un suo impianto complessivo. Abbiamo trovato un buon punto di equilibrio e sono convinto che il Senato lo approverà", dice il capogruppo Pd alla Camera, Ettore Rosato. "Vedrete che alla fine porteremo a casa anche questa...".

I cattolici però alzano la posta. Al Senato è stato depositato oggi l'emendamento sull'affido rafforzato e alla Camera è stato presentato un documento, sottoscritto da 37 deputati, che chiede lo stralcio delle stepchild. Ieri sera, poi, la riunione dei senatori della maggioranza dem è stata piuttosto tesa. I 'renziani' pro-ddl Cirinnà hanno sondato i colleghi dell'area cattolica.

Da una parte la richiesta di abbassare i toni, arrivata direttamente da palazzo Chigi, e quindi la richiesta di "lealtà" ai senatori dem sul provvedimento. I cattolici, si riferisce, hanno garantito che la loro battaglia è concentrata sul punto delle adozioni ma la minaccia del no nel voto finale le unioni civili, se ci sarà la stepchild, è stato il convitato di pietra di tutta la riunione.

I vertici Pd ritengono che la minaccia dei cattolici di non votare il ddl se dentro ci saranno le stepchild non si concretizzerà: "Di fronte alla domanda: votate contro il ddl? vedrete che saranno pochissimi quelli che si spingeranno ad affossare una legge voluta dal premier...".

Quello che preoccupa sono i voti segreti e le eventuali imboscate dei 5 Stelle. "Ci potrebbero essere delle trappole nei voti segreti ma non drammatizziamo... -si osserva in ambienti Pd- non è che su questa legge cade il governo".

E comunque, dopo il Senato, ci sarà il passaggio alla Camera dove il testo potrà essere aggiustato. Ma l'obiettivo dei vertici Pd è quello di chiudere la partita già a palazzo Madama. "Se cambiamo la legge alla Camera poi sempre al Senato deve ritornare...". Daccapo a dodici, come si usa dire.

Intanto è polemica per la 'lista di 'proscrizione' con tanto di 'foto segnaletica' dei senatori Pd, che sarebbero contro il ddl, qualora l'articolo sulla stepchild adoption passasse, nonostante il loro voto contrario. La lista è stata pubblicata dal sito Gay.it che conduce una battaglia per l'approvazione della legge sulle unioni civili, comprensiva delle norme sulle adozioni.

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