Home . Fatti . Politica . Palamara: "I magistrati devono parlare solo con sentenze? Non condivido Renzi"

Palamara: "I magistrati devono parlare solo con sentenze? Non condivido Renzi"

POLITICA
Palamara: I magistrati devono parlare solo con sentenze? Non condivido Renzi

Luca Palamara (Adnkronos)

"È stato detto in questi giorni, una premessa deve essere chiara: è ovvio che siamo tutti contro i ladri e contro chi ruba. L’articolo 27 della Costituzione dice una cosa, che la responsabilità penale è personale. Quindi io penso che ogni forma di generalizzazione rischia di sortire l’effetto contrario, non si capisce poi chi è che realmente ha rubato". Cosi Luca Palamara, magistrato membro del Csm ed ex presidente dell'Associazione nazionale intervistato a Mix24 di Giovanni Minoli su Radio 24, commenta le parole di Piercamillo Davigo, "i politici rubano più di prima, ma adesso non si vergognano".

Il passaggio in cui il premier Matteo Renzi nell'intervista a 'la Repubblica' sostiene che i magistrati devono parlare solo con le sentenze "io non lo condivido perché ad esempio, nell’iter di approvazione di un’importante legge, è quanto meno opportuno che chi conosce la realtà possa esprimere le sue opinioni ".

"Io - continua Palamara - lo integrerei, ha torto se si parla solo con le sentenze perché la funzione dell'Anm deve essere proprio quella di portare come è sempre stato un contributo tecnico su quello che è l’impatto che una legge può avere sul sistema".

"Se noi utilizziamo la magistratura come strumento perché una parte politica prenda il sopravvento sull’altra, siamo completamente lontani dalla realtà e rischiamo di mettere, sì, in discussione tutto il sistema di equilibrio tra i poteri dello Stato". Ha continuato Palamara. "È ovvio che devono applicare la legge - aggiunge in riferimento ai compiti dei magistrati - il che non significa che non possano esprimere idee e opinioni. Se noi, però, scambiamo il magistrato come un fustigatore dei costumi della società o come una sorta di censore, secondo me travalichiamo completamente dal ruolo che il magistrato deve avere oggi, deve far sentire la voce, dare il contributo in tema delle riforme, questo è importante".

"La realtà delle indagini, la realtà di quello che avviene in Italia è che spesso, soprattutto parlo dei maxi processi di droga contro i narcotrafficanti, c’è una mole di intercettazioni talmente enorme che viene scaricata sul dibattimento o sul processo e non ci si riesce a mettere mano", ha continuato l'ex presidente dell'Associazione nazionale magistrati.

Alla domanda su chi dovrebbe fare questa separazione, Palamara risponde: "L'opera di selezione è un’opera che deve essere fatta dal pubblico ministero e dalla polizia giudiziaria. Che cosa avevamo suggerito, una delle idee? Di individuare un luogo, che poteva essere la cosiddetta udienza stralcio, un luogo nel quale davanti a un giudice il pubblico ministero e la difesa discutono di ciò che serve al processo e di ciò che, invece, è irrilevante".

"Purtroppo - aggiunge Palamara - non c'è un termine obbligatorio e, quindi, questo crea tutta questa situazione nella quale un’enorme mole di intercettazioni viene, tra virgolette, una parte portata al processo, quella che serve, l'altra lasciata così in sospeso e utilizzata per altri fini. In questo bisogna trovare l’equilibrio. La strada, secondo me, appunto, è questa di rendere obbligatoria l'udienza stralcio".

Commenti
Per scrivere un commento è necessario registrarsi ed accedere: ACCEDI oppure REGISTRATI