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Adinolfi contro Nemo: "Trailer con due mamme, è un lavaggio del cervello"

POLITICA
Adinolfi contro Nemo: Trailer con due mamme, è un lavaggio del cervello /Video

"Arriva il sequel di 'Alla ricerca di Nemo' e nel trailer infilano quella che sembra una 'famiglia omogenitoriale', due mamme e nessun papà", questo è l'"avvio di un'operazione di lavaggio del cervello", "questa è l'ideologia del gender". E' quanto scrive su Facebook il leader de 'Il popolo della famiglia, nonché candidato a sindaco a Roma, Mario Adinolfi, a proposito del trailer del cartoon della Disney Pixar che, in Italia, uscirà a settembre.

"In principio fu Kung Fu Panda e i suoi 'due papà' e, avendo sommessamente lanciato un primo allarme, venni descritto da Fabio Volo a Radio Deejay come un drogato bisognoso di psicofarmaci, suscitando esecrazione perché mi ero permesso di questionare i sacri cartoni animati americani latori di messaggi solo positivi per i bambini", aggiunge.

"Ora arriva il sequel di Alla ricerca di Nemo e nel trailer infilano quella che sembra una 'famiglia omogenitoriale', due mamme e nessun papà, senza darci spiegazioni e costringendoci all'inevitabile dibattito". Il riferimento di Adinolfi è alla scena in cui, nel nuovo trailer per gli Stati Uniti, si vedono due donne in un parco acquatico con un passeggino (minuto 1:08).

"Nel frattempo - aggiunge il politico su Facebook - la lobby lgbt si mobilita per trovare 'una fidanzata a Elsa', la principessa protagonista di Frozen, altro cartone animato americano di successo planetario nonché abito di carnevale preferito da mia figlia Clara, cinque anni. Vogliono in sostanza che nel sequel la protagonista sia lesbica".

"Per preparare la strada affidano la voce protagonista del sequel di Alla ricerca di Nemo a Ellen De Generes, l'icona lesbo più nota degli Stati Uniti d'America. Troppi indizi - scrive il candidato a sindaco della Capitale - perché non sia costituita la prova: effetto immediato della sentenza sul same sex marriage della Corte suprema americana è l'avvio di un'operazione di lavaggio del cervello sulla natura delle strutture familiari derivanti dai rapporti sentimentali, che ha come oggetto i bambini in età prescolare".

"Questa è l'ideologia del gender, questo è ciò di cui gli lgbt negano persino l'esistenza descrivendoci come matti che vedono l'asino volare, quando invece puntano dritti a modificare gli elementi basilari di riferimento dei bambini, primo fra tutti quell'elemento fondamentale di riferimento dell'esistenza di ogni bimbo al mondo che si chiama mamma e papà".

"Famiglia - scrive - è costruire un baluardo contro l'offensiva dell'ideologia gender nei confronti dei nostri figli. Lasciate stare i bambini". Ma, aggiunge, "purtroppo il prossimo anno scolastico sarà caratterizzato da un'offensiva feroce e ferocemente finanziata di corsi 'contro il bullismo omofobico' che altro non saranno che propaganda all'omogenitorialità e all'omosessualità".

Poi Adinolfi conclude: "Abbiamo lanciato l'allarme fin da 'Kung Fu Panda' beccandoci i frizzi e i lazzi dei buffoni di corte profumatamente pagati da Dreamworks e per questo proni ai suoi voleri e alle sue strategie di lancio del cartone. Strategia di lancio copiata direttamente da Disney con il caso del sequel di 'Alla ricerca di Nemo'. Se poi davvero si applicherà il cliché lesbico alla protagonista di 'Frozen', la potenza del messaggio diventerà devastante quanto a capacità pervasiva. Occorre cominciare da subito e tirare su i ponti levatoi. Se assedio sarà, prepariamoci a resistere. La lotta sarà lunga, ma alla fine vinceremo noi perché noi lo facciamo per i nostri figli, loro solo per i denari e per il potere".

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