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Migranti, Renzi: "Se Ue non si muove Italia farà da sola"

POLITICA
Migranti, Renzi: Se Ue non si muove Italia farà da sola

(Afp)

L'Italia non si lascerà imbrigliare nei temporeggiamenti made in Ue. Il fallimento del vertice Bratislava, che doveva dare un segnale sul dopo Brexit e affrontare un'emergenza assoluta come quella dei migranti, e le incertezze di Germania e Francia, potrebbero portare l'Italia a "fare da sola".

Il premier Matteo Renzi, da New York, sottolinea tutte le criticità di un'Unione che "se non cambia è un museo" e la volontà italiana di risolvere il problema direttamente con il Piano per l'Africa. "Tratteremo con i singoli Paesi", ha affermato il premier, che ha anche confermato che potrebbe prendere il via una struttura 'dedicata' a palazzo Chigi per "coordinare in modo più efficiente" la risposta all'emergenza.

"Diffido da espressioni come 'cabina di regia' -ha affermato- ci vediamo regolarmente per impostare un metodo di lavoro più coordinato", visto che "oggi abbiamo una situazione dove i ministeri che si occupano di immigrazione sono 6 o 7. L'idea e' quella di un coordinamento più efficace". La delusione per l'ultimo incontro europeo è forte: "Il vertice europeo di Bratislava non ha prodotto grandi risultati. Dovevamo rilanciare dopo lo shock della Brexit, ma la montagna - per il momento - ha partorito il topolino", ribadisce il premier nella e-news settimanale.

"Vogliamo salvare il maggior numero di vite -ha aggiunto Renzi a New York- ma è evidente che non possiamo accogliere tutti. I numeri sono quelli dell'anno scorso o qualcosa di più. Gli europei devono dirci, ma i loro silenzi eloquenti lo dicono, se pensano che la questione immigrazione si possa risolvere con un convegno o un'intervista".

Renzi si mostra sul piede di guerra, come emerge anche da una risposta data a chi gli chiede un commento a quanto detto dal capo della Banca centrale tedesca, Jens Weidmann, secondo cui l'Italia avrebbe abusato della flessibilità: "Gli mando -ha detto- la mia solidarietà e un affettuoso augurio di buon lavoro. Si è parlato tanto dei non performing loans italiani, ma nelle banche tedesche ci sono centinaia di miliardi di derivati. Faccio gli auguri a chi, come lui, ha un compito delicato...". Il premier non ha tralasciato di ricordare l'azione in corso per la ricostruzione post-sisma. A New York ha fatto il punto con l'archistar Renzo Piano sul progetto Casa Italia, annunciando anche per venerdì prossimo una conferenza stampa con Vasco Errani a palazzo Chigi.

E anche il terremoto è stato un'occasione per pungolare la 'pigrizia' europea: "La ricostruzione delle scuole sarà fuori dal patto di stabilità" ed è giusto che sia così visto che, ha detto, "la stabilità dei nostri figli è più importante di quella delle tecnocrazie e delle burocrazie europee". Infine, con l'ex presidente Usa Bill Clinton, difesa strenua della riforma costituzionale: "L'Italia non può essere solo quella del glorioso passato. L'Italia può dare grande energia all'Europa se accetta la sfida del cambiamento, la sfida delle riforme è quella che può portare a una rapida trasformazione dell'Europa".

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