Davigo: "Governo non può scegliere giudici, è vulnus senza precedenti"

"Il governo pensa di poter decidere chi deve fare il giudice ma questo non è consentito. I governi non possono decidere i giudici". Lo ha detto il presidente dell'Anm, Piercamillo Davigo, nella conferenza stampa convocata nella sede dell'Associazione per spiegare le ragioni della protesta del sindacato delle toghe che oggi ha disertato la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario in Cassazione.

"Noi abbiamo cercato una soluzione che riportasse nell'ambito costituzionale quanto era accaduto. Era stato preso un impegno ma questo impegno non è stato rispettato. Quello che è accaduto non può essere accettato perché è un vulnus che non ha precedenti nella storia della Repubblica, nella indipendenza e autonomia della magistratura. Questo è il punto in questione decisivo".

"Al governo chiediamo non leggi di corto respiro ma riforme sistematiche per ridurre i tempi di celebrazione dei processi consentendo di mantenere alta la qualità, reclutamento massiccio di personale amministrativo, accelerazione delle procedure per coprire la grave carenza di organico della magistratura, interventi per affrontare l'emergenza dei migranti, adeguate risorse per l'edilizia giudiziaria, l'informatica e la sicurezza degli uffici giudiziari", ha detto dal canto suo il segretario generale dell'Anm, Francesco Minisci, leggendo un documento della Giunta Esecutiva, nel corso della conferenza stampa convocata per spiegare i motivi della protesta del sindacato che oggi non ha partecipato all'inaugurazione dell'anno giudiziario in Cassazione. "In sostanza misure per migliorare ed elevare il servizio ai cittadini, i primi a volere tutto quello che chiediamo", ha sottolineato il segretario generale Minisci.

La decisione dell'Associazione Nazionale Magistrati di non partecipare alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario in Cassazione "è stata una scelta sofferta e simbolica che non deve essere letta come uno sgarbo istituzionale, ma come la ferma risposta agli impegni politici non mantenuti e la manifestazione del dissenso verso un intervento normativo che ci preoccupa", ha continuato Minisci.

L'Anm vuole "riaffermare il principio di indipendenza della magistratura, a difesa del quale profonderemo tutte le nostre energie, principio che riteniamo essere stato minato da un decreto legge incostituzionale, discriminatorio ed inopportuno", ha proseguito.

"Abbiamo denunciato anche le distorsioni causate dall'innalzamento da tre a quattro anni del termine per poter chiedere il trasferimento di sede misura di facciata in quanto totalmente inadeguato a garantire la funzionalità degli uffici. Scelta che se non modificata, e' lesiva di tutto l'ordine giudiziario e danneggia in primo luogo i magistrati di prima nomina, spina dorsale della realtà giudiziarie più difficili del paese, incidendo senza alcuna disciplina transitoria sul loro percorso professionale", ha concluso.

"Il Parlamento approva leggi senza preoccuparsi della loro costituzionalità: è una cosa grave perché il rispetto della Costituzione è la prima valutazione. Evidentemente le ritengono costituzionali o perché non conoscono la Costituzione o perché se ne infischiano", ha sottolineato Davigo in serata, ospite di 'Piazza Pulita' su la7.