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"Impossibile lavorare con loro", Marine Le Pen chiude al M5S

POLITICA
Impossibile lavorare con loro, Marine Le Pen chiude al M5S

(Washington Post /Michael Robinson Chavez)

"Non conosco" Beppe Grillo "so che il suo movimento condivide la critica a Bruxelles e alla moneta unica. Ma nel Parlamento di Strasburgo con loro è impossibile lavorare: sono tutti pro-immigrazione". Risponde così la candidata alle presidenziali francesi Marine Le Pen, in una lunga intervista al 'Corriere della Sera' a una domanda sul Movimento 5 Stelle. La linea dei Cinque Stelle però è un'altra, le fa notare il giornalista. "Speriamo. Intanto in Italia ho diversi interlocutori. Il primo è Matteo Salvini. Gli ho detto molte volte: fai una lista sovranista, per la dignità nazionale. Tu sei forte al Nord; trova un alleato al Sud".

Berlusconi non è su queste posizioni. "E' un uomo d'affari - replica Le Pen - ma dentro il suo partito molti la pensano come me. Daniela Santanchè è una cara amica. Il movimento di Giorgia Meloni è interessante. Anche se, quando vengo da voi, ho l'impressione che ogni italiano fonderebbe il suo movimento", conclude Le Pen.

"Inquietante. È inquietante il pensiero che la Francia possa essere governata da un uomo di cui non si sa nulla". Risponde così la candidata a una domanda sul suo avversario Emmanuel Macron, e sull'impressione che ha avuto di lui nel dibattito tv. "E' freddo, rigido, cinico. Lui certo il problema della fila al pronto soccorso, della casa popolare, del dumping sociale non se lo pone. Non conosce la Francia, non la sente, non la capisce", aggiunge.

Eppure lei non ha vinto il duello televisivo, fa notare il giornalista. "I sondaggi dicono che ho perso un punto. Ma venivo da un periodo in cui ne guadagnavo due al giorno. A me interessava ribadire che Macron a 39 anni è un uomo del passato. Del sistema. Delle élites. Di Hollande". Non ha nulla da rimproverarsi? "Alla fine ero indignata. Ma ho preferito sorridere piuttosto che fare la faccia feroce. Però ero davvero furibonda. Quell’uomo è arrogante. Maleducato. Mi ha detto dieci volte che dico 'stupidaggini', poi che dico 'grosse stupidaggini'. Ma come si permette? Così gli ho risposto che il gioco del professore e dell’allieva non mi diverte".

'Le Parisien' ha scritto che è stata un’allusione maliziosa al suo amore con la professoressa di liceo. "Non è assolutamente così - replica Le Pen - Non mi permetterei mai di attaccarlo nel privato. Non l’ho mai fatto. È lui che mi ha attaccato sul piano personale. Continuava a citare mio padre".

L'Europa? "La voglio salvare. E rifondare su basi del tutto diverse", dice ancora le Pen, che spiega il senso dell'"alleanza europea di Stati liberi e sovrani" di cui ha parlato nel dibattito tv. Cosa vuol dire? "È il modello dell’Airbus. O di Ariane. Ha presente l'aereo e i missili spaziali frutto della cooperazione? Un gruppo di Paesi - spiega - si mette d’accordo su un progetto, e lo realizza. Ma nessun Paese deve imporre qualcosa a un altro. Bruxelles non può stipulare i Trattati di libero scambio e imporli agli Stati sovrani".

Lei propone di limitare l’euro alla Banca centrale e alle grandi imprese, e di reintrodurre il franco per la vita quotidiana. Come può funzionare? Le chiede il giornalista: "Non solo il franco. Tutte le monete nazionali; alcune, ad esempio la sterlina, non hanno mai cessato di esistere. Del resto c’è stata una fase in cui l’euro - non solo l’Ecu come dice Macron; l’euro - era la moneta delle transazioni internazionali, mentre in Francia ci scambiavamo franchi e in Italia lire".

"Siamo Davide contro Golia. Una divina sorpresa è possibile", così Le Pen risponde alla domanda se domenica si aspetta di vincere le presidenziali francesi. "E' stata una campagna durissima. Non c’è un’associazione che non si sia schierata contro di me. Tutte, pure il club dei giocatori di bocce, la compagnia dei cuochi della domenica...Scherzi a parte, i presidi delle facoltà mandano mail minatorie agli studenti, i sindaci sono scatenati. I giornali poi non hanno vergogna. Non ce n’è uno, dico uno, che mi sostenga".

In effetti Le Figaro, storico quotidiano della destra francese, è molto duro con lei, fa notare il giornalista. "Perché difende il sistema. Vede, i giornali non hanno compreso appieno la portata del cambiamento in corso qui in Francia e in Europa. La frattura non è più tra destra e sinistra; è tra il sopra e il sotto della società. Tra i vincitori e i vinti del mondo globale. Lei è mai stato in una banlieue?" chiede.

E aggiunge: "Non può sapere cosa prova una ragazza che si sente insultare perché è uscita di casa con una gonna. Un francese che attende una casa da anni e si vede passare davanti l’ultimo arrivato. Un pensionato che deve piegare il capo davanti al capetto della gang».

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