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Cyberbullismo, Boldrini: "Impegno mantenuto"

POLITICA

"Oggi è una bella giornata per il Parlamento perché abbiamo mantenuto un impegno. La legislatura, a pochi mesi dall'inizio, aveva dovuto prendere atto della morte di una ragazzina di 14 anni, vittima riconosciuta di cyberbullismo. In quell'occasione ci impegnammo a dare una risposta e la legge che abbiamo approvato oggi è un primo tentativo di rispondere a questo problema". Lo ha detto la presidente della Camera, Laura Boldrini, che dopo l'approvazione all'unanimità della legge sul cyberbullismo ha ricevuto a Montecitorio Paolo Picchio, padre di Carolina, la ragazza che si tolse la vita dopo essere stata vittima dei cyberbulli.

Presenti all'incontro anche la senatrice Pd Elena Ferrara, promotrice del provvedimento a Palazzo Madama e insegnante di musica di Carolina Picchio, e il deputato dem Paolo Beni, relatore della legge. "Grazie di cuore a nome di Carolina. Mia figlia è stata la prima vittima acclarata di cyberbullismo e ha svelato un mondo di cui fino ad allora non si parlava", ha affermato Picchio che ha donato alla presidente Boldrini una targa con la foto di sua figlia.

La legge approvata oggi, ha sottolineato la terza carica dello Stato, affronta il problema "dal punto di vista della formazione, della sensibilizzazione, della cura. E a me sembra che questo sia il punto da cui partire: dare più consapevolezza ai nostri giovani, fare in modo che gli insegnanti possano avere strumenti per contrastare questo fenomeno e quindi lavorare nell'ottica di circoscriverlo ab initio e non dopo, quando è troppo tardi". Boldrini ha poi ricordato l'iter faticoso della legge: "Non è stato semplice, perché c'era l'intenzione di allargare la platea anche al bullismo e ai maggiorenni. Alla Camera è stato fatto questo tentativo", ma alla fine "ha prevalso il buonsenso e io sono molto contenta che i deputati abbiano voluto prendere atto della situazione e abbiano deciso di andare in fondo, anche se il provvedimento per alcuni di loro doveva essere più allargato".

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