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Migranti, il Colle blinda Minniti

POLITICA
Migranti, il Colle blinda Minniti

(Foto Afp)

Tensione nel governo sulla questione migranti. Il ministro dell'interno Marco Minniti non ha partecipato al Consiglio dei ministri dopo che si sono diffuse indiscrezioni sulle divergenze con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio sulla gestione del dossier migranti e sull'applicazione del nuovo codice Ong. Ma in serata sia il Quirinale, sia Palazzo Chigi hanno confermato la fiducia al suo operato.

Grande apprezzamento per il lavoro di Minniti è stato espresso dal Colle. Dagli ambienti del Quirinale trapela "il grande apprezzamento" del Presidente della Repubblica per l'impegno spiegato in queste settimane dal ministro Minniti, particolarmente riguardo al governo del fenomeno migratorio. Negli stessi ambienti si fa rilevare anche il valore del codice di condotta per le Ong, condiviso con larga convergenza in sede parlamentare.

E fonti di Palazzo Chigi sottolineano come grazie alla azione e al lavoro, in particolare del Viminale, i risultati sul fronte del contrasto del traffico di esseri umani dalla Libia e del fenomeno migratorio comincino ad arrivare. Risultati, sottolineano le stesse fonti, frutto dell'impegno di tutto il governo e delle strutture che stanno dando attuazione al codice di condotta per le Ong, voluto dal ministro Minniti, assieme alla cooperazione con la Libia e al contributo della guardia costiera libica

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Delrio: "Non contrario codice ma serve nave più vicina per salvare vite" - "Non sono contro il codice Minniti, ma se bisogna salvare vite serve la nave più vicina". A sottolinearlo è il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, in un'intervista a 'La Repubblica'. "In questi giorni da destra - dice- mi hanno descritto come il cattolico terzomondista che si oppone alla linea di quelli 'legge e ordine'. Ecco, questo mi ha dato fastidio. Lavoro per l'ordine e la sicurezza. Sono impegnato - afferma - per stroncare il traffico odioso dei clandestini, in questa nostra guerra contro gli scafisti". "Ma -evidenzia Delrio - se c'è una nave di una Ong vicina a gente a soccorrere, non posso escluderla. E anche se non hanno firmato il codice di autoregolamentazione, sono obbligato a usarla per salvare vite umane". Sulla spaccatura con il ministro Marco Minniti, "per quanto mo riguarda - precisa Delrio - non ho punti di contrasto con lui. L'interlocuzione è continua, ma oggi non ci siamo incrociati".

Sul caso del trasbordo dalla nave di Msf, che non ha firmato il codice del Viminale, a una della Guardia Costiera, il ministro poi puntualizza: "E' molto semplice: stiamo parlando di soccorso in mare, regolamentato dalle leggi internazionali, non di controllo di flussi o delle politiche di integrazione. Questo soccorso non è derogabile nè discrezionale . Nel codice c'è scritto che il trasbordo si può fare, in situazioni particolari, coordinato dalla Guardia Costiera. C'è qualcuno che non considera giusto affidare alla Guardia Costiera questa valutazione?". E aggiunge: "E se l'altra sera ci fossimo comportati diversamente, e fossero morte delle persone? E gli ufficiali fossero andati a processo, come è già successo? Ragazzi, non si scherza".

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