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Le gaffe, l'amore, la politica: chi è Luigi Di Maio

POLITICA
Le gaffe, l'amore, la politica: chi è Luigi Di Maio

Luigi Di Maio (Fotogramma)

di Manuela Montebello

E' stato webmaster, steward, assistente regista, manovale e cameriere. Oggi, dopo essere diventato il più giovane vicepresidente della Camera di tutti i tempi, è il candidato premier del M5S. L'ascesa di Luigi Di Maio, 31 anni, campano, da sempre volto istituzionale del Movimento e oggi vincitore, scontato in quanto unico big in corsa, delle primarie 5 Stelle, inizia quattro anni fa quando entra per la prima volta in Parlamento.

CHI E' - Nato ad Avellino il 6 luglio del 1986, Di Maio, prima di essere eletto alla Camera ha vissuto a Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli. Stile elegante e aria rassicurante, dopo essere diventato deputato nel 2013, si è subito imposto come uno dei volti più noti dei 5 Stelle, pur inciampando talvolta su congiuntivi e in qualche gaffe.

Come il presidente francese Emmanuel Macron, ha una fidanzata più grande di lui, un'esperta di comunicazione chiamata a lavorare per il M5S da Casaleggio. Di Maio è affascinato dai motori. Ha praticato nuoto e fatto immersioni, sport che, scrive nel suo curriculum vitae pubblicato sulla piattaforma Rousseau, gli hanno insegnato a "mantenere la calma e la concentrazione". Lo scorso anno la rivista Forbes lo ha inserito tra gli under 30 più influenti d'Europa, oggi il M5s scommette tutto su di lui.

GLI STUDI - Ha conseguito nel 2004 il diploma di Liceo Classico, dove, come si legge nel suo cv, è nato il suo "impegno civile e politico". Dopo la scuola, ha frequentato per qualche mese la facoltà di Ingegneria informatica per poi passare alla Facoltà di Giurisprudenza Federico II di Napoli.

I LAVORI - Prima di entrare in politica, oltre a studiare all'Università, Di Maio svolgeva la libera professione di webmaster e scriveva come pubblicista su alcune testate locali. Sul profilo pubblicato nel 2013 sul blog di Grillo parlava anche di altre esperienze lavorative: steward presso la tribuna autorità dello stadio San Paolo di Napoli, assistente regista, tecnico/riparatore computer hardware, agente commerciale, manovale presso un'impresa edilizia, cameriere. Ma a 10 anni voleva fare il poliziotto "perché - scrive nel suo cv - sentivo forte il senso, e la necessità, della giustizia, soprattutto in una terra come la mia devastata dalla camorra".

L'ATTIVITÀ POLITICA - Entrato nel 2007 nel Movimento di Grillo, Di Maio nel 2010 si candida alle elezioni comunali di Pomigliano ma senza successo. L'exploit arriva tre anni dopo quando il 23 marzo 2013, a 26 anni, diventa il più giovane vicepresidente della Camera italiano, scippando il primato a Giorgia Meloni. Nome di primo piano del Movimento, figura tra i membri del cosiddetto 'direttorio' costituito nel 2014 e poi sciolto due anni dopo.

Attualmente fa parte della XIV commissione che si occupa delle politiche dell’Unione Europea ed è presidente del Comitato di Vigilanza sull'attività di documentazione. "In Parlamento - scrive sempre nel suo cv - ho lavorato in particolare sulla trasparenza amministrativa, la sicurezza e le forze dell’ordine. Ma lo sforzo più grande è stato quello dedicato alla lotta contro gli sprechi della politica e i privilegi della casta, come il vitalizio". A metà settembre, annunciando su Facebook la candidatura a premier per il M5S, Di Maio cita Gandhi: "Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci".

L'AMORE - Di Maio è fidanzato con Silvia Virgulti, di 10 anni più grande di lui ed esperta di comunicazione. Lui ha raccontato di aver approfondito la conoscenza proprio rivolgendosi a lei per avere dei consigli. I due convivono già da un po' di tempo e pensano in futuro anche all'ipotesi di costruire una famiglia. Nessun problema per la differenza d'età. Di Maio assicura che non si sente e non si vede.

LE GAFFE - Da quando è diventato deputato, Di Maio è finito diverse volte nel mirino della Rete per le sue gaffe. In un post su Facebook ha paragonato Matteo Renzi a Pinochet, citandolo come dittatore in Venezuela e non del Cile, salvo poi parlare di "un lapsus" subito corretto. E' incorso in un altro scivolone nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio, quando, a proposito di vitalizi, ha citato anche il caso di Luca Boneschi, un ex deputato radicale però già morto.

Una polemica è scoppiata sul post in cui parlava di una "lobby dei malati di cancro", parole "strumentalizzate ad arte" è stato poi costretto a chiarire Di Maio. Lo scorso gennaio il vicepresidente della Camera è inciampato invece sulla grammatica italiana. Sui social (prima su Twitter e poi su Facebook) Di Maio ha sbagliato per tre volte consecutive il congiuntivo. La Rete, si sa, non perdona e, tra sfottò e ironie, si è letteralmente scatenata.

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