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Rosatellum bis, patto tiene. Scoppia caso norma anti-Cav

POLITICA
Rosatellum bis, patto tiene. Scoppia caso norma anti-Cav

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Tiene il patto sul Rosatellum bis sottoscritto dal Pd con i centristi della maggioranza, Forza Italia e Lega. Nessun emendamento, tra quelli depositati oggi in commissione Affari costituzionali, tocca l'impianto della legge così come era stato concordato nei giorni scorsi. E si profila un iter potenzialmente snello per il provvedimento in commissione: sono soltanto 231 gli emendamenti presentati. Parla di "numero ragionevole" il presidente Andrea Mazziotti, sottolineando un "clima diverso" rispetto a quello di giugno sul Tedeschellum quando, per dire, gli emendamenti furono 780.

Tuttavia la sintonia su alcune richieste di modifica comuni, a tutte o quasi, le forze contrarie al Rosatellum potrebbe non solo portare a un fronte comune degli oppositori ma anche alimentare crepe nei partiti che pure sostengono la legge. Vedi le aree di malumore in Forza Italia tra i parlamentari del Sud ma anche dentro lo stesso Pd.

Sul fronte dem, ad esempio, dall'area Orlando arriva una richiesta di modifica che si inserisce nel solco di quanto richiesto da Mdp e 5 Stelle: ovvero che il voto dato soltanto sull'uninominale non possa essere 'trascinato' sulla quota proporzionale, ridistribuendolo tra i partiti che sostengono il candidato di collegio. Su tutto, poi, ha scatenato polemiche oggi l'emendamento 5 Stelle ribattezzato anti-Berlusconi: la norma prevede infatti che non possa essere indicato come capo della forza politica "chi, in base alle leggi vigenti al momento del deposito del programma elettorale, non possa essere candidato e non possa comunque ricoprire la carica di deputato".

La norma anti-Cav dei 5 Stelle ha scatenato le reazioni degli azzurri. Il capogruppo di Fi in commissione Francesco Paolo Sisto parla di "vergognoso emendamento 'contra personam'". E il presidente dei deputati azzurri, Renato Brunetta: "I grillini cominciassero a spiegare agli italiani perché non prendono pubblicamente le distanze da Virginia Raggi (...) anziché proporre strampalati e anti-democratici emendamenti senza capo né coda, cominciassero a guardare in casa loro".

Ribatte via Twitter Danilo Toninelli dei 5 Stelle: "Vietare di fare premier ai condannati non è anti Berlusconi ma è solo pro legalità. Chi dice di no lo dovrà spiegare a italiani!". Tra i 16 emendamenti di Fi ce n'è uno invece che potrebbe favorire Berlusconi. Gli azzurri hanno predisposto una 'modifica' al testo base sul nodo della premiership, che in sostanza attribuisce alla forza politica della coalizione più votata la facoltà di indicare il futuro leader.

Una mossa, fanno notare, che corrisponde alla volontà del Cav (dello stesso avviso è anche Matteo Salvini) di riconoscere la guida della futura coalizione di centrodestra al partito che conquisterà più consensi alle prossime politiche. L'emendamento però non ha molte possibilità di passare. "Non possiamo mettere dentro la legge una cosa del genere -dicono dal Pd - facessero una dichiarazione d'intenti tra di loro...".

Tra le richieste di modifica che accomunano il fronte degli oppositori al Rosatellum ci sono alcuni punti in particolare: la richieste di introdurre il voto disgiunto, di introdurre le preferenze al posto dei listini bloccati, di rendere 'vere' le coalizioni introducendo l'obbligo di sottoscrivere un programma comune. Al momento, su questo punto, la legge prevede che venga soltanto fatta una "dichiarazione di apparentamento".

Un altro punto contestato riguarda la 'pesca a strascico' con le liste civetta: il Rosatellum prevede che i voti dei partiti in coalizione, che hanno superato l'1 per cento ma sono sotto la soglia del 3, vengano 'risucchiati' dai partiti più grandi. Spiega D'Attorre: "Se il Pd si collega a 10 partitini dell'1 per cento, si prende un 10 per cento di voti in più senza che però gli elettori abbiano direttamente votato il Pd. Un meccanismo truffaldino e pure a rischio di incostituzionalità". Un'accusa che il Pd respinge. "Abbiamo sottoposto il testo a diversi costituzionalisti e il problema non c'è", spiega Ettore Rosato.

Sia Mdp e M5S hanno presentato emendamenti per tornare al Tedesco (i dempro anche al Mattarellum): prima di partire con il Rosatellum bis, in commissione alla Camera si era manifestata una maggioranza molto ampia perché si ripartisse dal testo, ispirato al modello tedesco, e naufragato in Aula a giugno.

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