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Rosatellum, la Camera dice sì

POLITICA
Rosatellum, la Camera dice sì

Con 375 sì e 215 no, la Camera ha approvato il Rosatellum. I votanti erano 590. "Buffoni", "maledetti", "vergogna". La folla dei simpatizzanti 5 Stelle radunata in piazza Montecitorio ha reagito così, con urla e fischi, al voto favorevole dell'Aula della Camera al Rosatellum. "Loro avranno anche la maggioranza nel Parlamento, ma noi siamo la maggioranza nel Paese. Si sono ricompattati tutti contro di noi. E quando è così tu vinci sempre". Così Luigi Di Maio sottolineando: "Hanno 66 franchi tiratori al loro interno e al Senato avranno dei problemi".

Cosa prevede il Rosatellum bis

Ettore Rosato ha citato il precedente di Nilde Iotti, ai tempi della legge sui sindaci del '90, a proposito della possibilità di mettere la fiducia sulla legge elettorale: "Finché il regolamento è questo, anche se posso comprendere ed in una certa misura condividere le preoccupazioni che sono state manifestate da molte parti (...), vale l'antico principio 'dura lex, sed lex', al quale non possono esservi eccezioni", è il passaggio della presidente della Camera citato dal capogruppo Pd.

"Stanno imponendo al Paese una legge elettorale calpestando le prerogative del Parlamento". Così Di Maio ha aperto il suo intervento in dichiarazioni di voto ringraziando "chi sta seguendo in piazza, in migliaia, tutti hanno a cuore la nostra democrazia: vinceremo questa battaglia e sarà la vittoria di tutti loro". Di Maio ha proseguito: "Nel '23 Mussolini ha messo la fiducia sulla legge Acerbo che aprì la strada al fascismo. Nel '53 De Gasperi mise la fiducia sulla legge truffa, dopo un anno fu cancellata. Nel 2015 Renzi mise la fiducia sull'Italicum, sappiamo come andò a finire. Visti i precedenti, fossi in voi stare in campana". Il candidato premier del M5s ha parlato di "una legge anti costituzionale approvata in modo anti democratico", di "una nuova legge truffa. Ma la storia non vi assolverà". Di Maio se l'è presa con la Lega: "Con che faccia, con che coraggio favorite i partiti che avete fatto finta di contrastare per anni? La vostra credibilità pari a zero". Poi ha proseguito: "Dovete rispettare il consenso popolare che abbiamo: potete vincere sui programmi, non barando sulla legge elettorale". Per questo, "la legislatura finisce come inizia, noi in piazza e voi qui dentro a tentare di salvarvi. Ma finirà come 5 anni fa, avrete un'altra bella sorpresa! Si andrà a votare subito e noi ricorderemo ogni giorno il voto di cui siete responsabili".

La giornata

Con 309 sì, 87 no, e 6 astenuti il governo aveva ottenuto anche la terza fiducia sull'articolo 3. Era stato poi stato approvato l'articolo 4 con 381 voti a favore, 152 contrari e un astenuto. Dopo un dibattuto confronto in Aula era arrivato anche il via libera alla contestata norma - ribattezzata salva-Verdini - che consente agli italiani residenti in Italia di potersi candidare in una ripartizione delle circoscrizioni estere. Favorevoli all'emendamento sono stati 337 deputati, contrari 154, astenuti 22.

"Ma quale 'salva-Verdini'... - ha detto Ettore Rosato parlando con i cronisti alla Camera dell'emendamento Lupi - Questa è una norma giusta, una norma di reciprocità per permettere ai cittadini residenti in Italia di candidarsi all'estero. La logica che sta dietro è quella di consentire a partiti che non hanno una rete all'estero, come il Pd che ha circoli e iscritti, di avere candidati. Quando ce l'hanno chiesto, noi abbiamo acconsentito a questa parificazione di diritti". "E poi la parte più importante della norma è quella delle incompatibilità, cosa che fino ad oggi non c'era. Abbiamo reso incompatibili con la candidatura al Parlamento italiano figure che hanno una responsabilità politica nei Paesi esteri in cui sono residenti", ha spiegato Rosato.

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