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Italia al voto: la data 'papabile'

POLITICA
Italia al voto: la data 'papabile'

(Fotogramma)

Primavera 2018, salvo colpi di scena. Con l'approvazione di ieri alla Camera della nuova legge elettorale, l'ormai famoso e contestatissimo 'Rosatellum', si fa infatti sempre più concreta l'ipotesi di elezioni politiche da svolgere alla scadenza naturale (o quasi) del governo Gentiloni.

L'ITER - Fissato per fine febbraio, il termine della legislatura potrebbe con ogni probabilità avvenire con qualche mese di anticipo. L'unico nodo che ormai resta da sciogliere al Governo - dopo l'approvazione al Senato del Rosatellum, che si crede avverrà in tempi rapidi - è infatti quello della Manovra e del suo via libera definitivo, previsto presumibilmente tra la fine di dicembre e i primi di gennaio. Se, come si pensa, la legge sullo Ius Soli non verrà calendarizzata, l'ultimo atto spetterà quindi al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che avrà il compito di sciogliere le Camere dando il via ufficiale all'iter per le nuove elezioni.

UNA DATA 'PAPABILE' - Con lo scioglimento del Parlamento e come sancito dalla Costituzione, il Consiglio dei ministri avrà da quel momento un minimo di 45 giorni fino a un massimo di 70 per fissare un giorno e chiamare gli italiani al voto. Quale data, quindi, potrebbe essere la più 'papabile'? Calendario alla mano, le elezioni potrebbero cadere tra la seconda metà di febbraio o, molto più probabilmente, marzo. Magari alla prima domenica utile.

Volendo restringere il campo delle possibilità, è bene tuttavia ricordare che in Italia - dove non sono previsti periodi prestabiliti per tenere le elezioni - il voto si è comunque sempre svolto tra la fine di marzo e quella di giugno, con l'unica eccezione delle politiche 2013, quando la data è stata insolitamente fissata per il 24 e il 25 febbraio.

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