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Vitalizi, Renzi: "Ddl ok così com'è". Pd in subbuglio

POLITICA
Vitalizi, Renzi: Ddl ok così com'è. Pd in subbuglio

(Fotogramma)

"Approvarla subito, così com'è". L'input è partito ieri a Napoli ed è stato ribadito oggi. Il nuovo cavallo di battaglia di Matteo Renzi si chiama ddl Richetti, la legge sui vitalizi. "Ieri a Napoli ho chiesto ai senatori di approvare la legge Richetti sui vitalizi e di approvarla subito, così com'è", scrive il segretario Pd su Facebook. "Abbiamo iniziato questa battaglia - argomenta - alla Leopolda nel 2011. Ora c'è da fare l'ultimo miglio e per me va fatto subito".

Una mossa, però, che rappresenta uno schema nuovo rispetto a quello a cui i vertici del gruppo Pd al Senato e il governo stavano lavorando, a quanto viene riferito. La linea, fino a ieri, era quella di costruire le condizioni per approvare sì la legge, modificandola però. Per due ordini di motivi. Il primo è che il ddl Richetti rischia di essere bocciato dalla Consulta. Il nodo è quello della retroattività che andrebbe a toccare 'diritti acquisiti'. I costituzionalisti sentiti in commissione a palazzo Madama hanno messo in guardia il Parlamento su questo punto.

Il secondo motivo è che gran parte del gruppo al Senato è, quantomeno, perplesso sulla legge. Sia per la faccenda della incostituzionalità, sia per questioni di principio. Dubbi emersi già nelle scorse settimane e che restano. Ugo Sposetti, 'capofila' della fronda dem, non ha cambiato idea: "Approvare la legge così com'è? Ma non esiste proprio. C'è tutto un iter parlamentare da fare...". Insomma, allo stato i numeri per far passare la legge 'così com'è' non sarebbero scontati.

A quanto si riferisce, il fronte di chi valuta come necessario un aggiustamento della legge è ampio e comprende anche il presidente Luigi Zanda, la ministra Anna Finocchiaro e gran parte dei senatori dem. I renziani stessi ammettono che, al momento, il gruppo è diviso a metà.

"Renzi vuole una legge-manifesto da sventolare in campagna elettorale, sfilando il tema dei vitalizi ai grillini. O quanto meno 'scaricare' su altri le colpe, nel caso in cui non si riuscisse ad approvare la legge entro la legislatura", è la valutazione di chi, tra i dem, non condivide la mossa del segretario.

In effetti, se il ddl Richetti venisse modificato al Senato, dovrebbe tornare alla Camera e quindi la sua approvazione entro la legislatura sarebbe a rischio. Il tempo è poco. C'è la sessione di Bilancio fino a fine novembre. E il segretario, dicono i renziani, vuole provare a fare il colpo: "Cerca la spallata nella stessa finestra dello Ius Soli".

Renzi, da parte sua, la racconta così: "Abbiamo iniziato questa battaglia alla Leopolda nel 2011. Abbiamo fatto dei passi in avanti importanti in questi anni. Ora c'è da fare l'ultimo miglio e per me va fatto subito. Perché approvare la legge Richetti non significa fare un favore al populismo, significa fare un favore alla buona politica", scrive su Facebook.

E insiste nella enews: "Sono stato accusato, anche da alcuni amici, di cedere così al populismo grillino. Non siamo noi a rincorrere Beppe Grillo, ma è Grillo che rincorre Richetti. E sia detto da uno che non solo non ha il vitalizio, ma nemmeno indennità e immunità. Avvicinare le pensioni dei politici a quelli degli altri cittadini non è populismo: per me è buona politica. O no?".

E dai grillini partono gli attacchi. I 5 Stelle accusano Renzi di bluff perché appena qualche giorno fa proprio il Pd ha respinto la richiesta M5S di affrontare i vitalizi prima dell'avvio della sessione di Bilancio. "Per oltre un anno e mezzo Renzi ha tenuto ferma la legge sull'abolizione dei vitalizi. Adesso, per rifarsi una verginità politica, dice di volerla approvare", attacca il capogruppo del M5S in Senato, Giovanni Endrizzi. "Giovedì scorso il Pd ha votato contro la nostra proposta di esaminare la legge sui vitalizi prima di aprire la sessione di bilancio. Sarebbe bastato dire due paroline al suo capogruppo Zanda...".

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