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4 marzo, come si vota

POLITICA
4 marzo, come si vota

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Il 4 marzo si avvicina. Per farsi trovare preparati in vista della prossima tornata elettorale, arrivano già - on line e non solo - i primi vademecum per ricordare a tutti gli elettori le principali novità per votare con il Rosatellum.

Prima di tutto, per partecipare alla tornata elettorale di domenica 4 marzo (unico giorno in cui si vota, dalle 7 alle 23), occorre essere maggiorenni. "Sono elettori della Camera tutti i cittadini italiani, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età. Per votare al Senato è necessario aver compiuto 25 anni" ricorda il sito del Viminale.

LE SCHEDE - Chi ha più di 25 anni, quindi, riceverà due schede: una rosa per la Camera dei deputati e una gialla per il Senato. Per chi ha invece meno di 25 anni, è prevista solo la scheda per la Camera.

LA LISTA - In tutti e due i casi, si può votare mettendo una croce sulla lista prescelta. In questo modo, si voterà automaticamente anche per i candidati del collegio del partito. Barrando solo il logo, quindi, non dovrebbero esserci possibili contestazioni del voto.

LA CROCE - Non è consentito il voto disgiunto; è invece possibile mettere una croce o solo sul nome del candidato per la quota maggioritaria oppure su nominativo e simbolo assieme. Il voto è sancito dall’articolo 48 della Costituzione: "E' personale, uguale, libero e segreto. Il suo esercizio è un diritto e un dovere civico".

ROSATELLUM - Nel 2018 si vota per la prima volta con il cosiddetto Rosatellum, sistema misto proporzionale e maggioritario: un terzo dei candidati viene eletto in collegi uninominali e due terzi - con listini bloccati (da un minimo di 2 a un massimo di 4 candidati) - con il proporzionale.

COLLEGI - Il 36% dei seggi viene assegnato con un sistema maggioritario basato su collegi uninominali, il 64% viene assegnato con criteri proporzionali. Alla Camera sono previsti 232 collegi uninominali, gli altri 386 seggi sono assegnati con il proporzionale a cui vanno aggiunti gli altri 12 seggi nelle circoscrizioni estere. Al Senato i collegi uninominali sono 102 e 207 i plurinominali oltre ai 6 seggi degli eletti all’estero.

SBARRAMENTO - La soglia è al 3% per le singole liste e al 10% per le coalizioni a livello nazionale sia alla Camera che al Senato.

COALIZIONI - Il Rosatellum prevede le possibilità di coalizzarsi. Basta una 'dichiarazione di apparentamento': quindi, no programma e candidati comuni. I voti delle liste collegate che non raggiungono il 3 per cento, ma superano l'1, vanno assegnati alla coalizione.

PLURICANDIDATURE - Sono consentite fino a un massimo di 5 nei listini proporzionali. Un candidato del collegio uninominale può anche candidarsi, sempre per un massimo di 5, nel proporzionale.

QUOTE - Sia nei collegi uninominali che in quelli plurinominali nessuno dei due generi può essere rappresentato in misura superiore al 60%. La ripartizione della quota di genere per il Senato, sia nell'uninominale che nel proporzionale, è su base regionale e non nazionale.

ITALIANI ALL'ESTERO - Novità introdotta dal Rosatellum è che i residenti in Italia possono candidarsi anche all'estero. Nella stessa norma si specifica che non possono essere candidati gli italiani residenti all'estero che hanno ricoperto ruoli politici nel Paese in cui vivono nei cinque anni precedenti.

VOTO ESTERO - Sul canale YouTube del ministero degli Esteri, si possono infine seguire le istruzioni contenute nel tutorial dedicato alle votazioni degli italiani all'estero, che riceveranno le schede elettorali in questi giorni e dovranno restituirle all'ufficio Consolare entro il 1° marzo (alle 16 ora locale).

Complessivamente, i cittadini italiani aventi diritto al voto sono 51,2 milioni (dato aggiornato al 30 giugno 2017) di cui circa 24,8 milioni maschi e 26,4 milioni femmine. Sul totale degli aventi diritto al voto, 4,2 milioni sono gli elettori stimati residenti all’estero. I giovani alla prima espressione di voto sono stimati oltre 500mila.

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