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Berlusconi non scopre le carte

POLITICA
Berlusconi non scopre le carte

(Fotogramma)

"Ho il candidato premier di Fi, è il migliore possibile, ma ora non lo dirò. Devo prima avere il suo ok. Penso che farò il suo nome prima del 4 marzo...". Pungolato da Bruno Vespa, ospite ieri sera di ‘Porta a Porta’ Silvio Berlusconi assicura di avere un suo candidato alla premiership, ma non può svelarne l’identità, a maggior ragione in tv se prima non incassa l’ok del diretto interessato. In questi giorni sono circolati vari papabili, in primis Antonio Tajani, poi Gianni Letta, Niccolò Ghedini e Franco Frattini.

In realtà, si tratta solo di rumor senza fondamento, perché nessuno sa cosa abbia davvero in mente il Cav e chi potrebbe tirare fuori dal cilindro all’ultimo momento utile, ovvero, come dice lui, prima delle elezioni. Giorgia Meloni è stata la prima a chiedere di indicare qualcuno come premier in quota Fi, ma ancora una volta l’ex presidente del Consiglio preferisce non scoprire le sue carte e prendere tempo, come sempre ha fatto, puntando sull’effetto suspense, convinto -dicono i più - che dopo Silvio c’è solo Silvio.

Tra gli azzurri, c’è chi pensa, infatti, che Berlusconi, da scafato giocatore di poker, stia bluffando e scommette che il citare Tajani in ogni occasione come suo pupillo sia una sorta di specchietto per le allodole. Di certo, il presidente di Fi ha una grande stima per l’attuale presidente del Parlamento Ue e, allo stato, sembra l’unico politico davvero papabile ma il vero candidato alla guida del centrodestra, secondo il Cav, raccontano, resterebbe lui.

Non è la prima volta, infatti, che Berlusconi fa annunci del genere e assicura di avere il jolly per sparigliare le carte. E non è la prima volta che a domanda precisa ‘Ha un erede in casa?’ abbia risposto sia in pubblico che in privato più o meno così: non ho mai pensato a un erede e se c'è, non si è ancora fatto vivo, io sono stato reso incandidabile e ho un'età, potrò dare una spinta, e comunque un leader deve avere carisma.

Bisogna vedere cosa succederà nell’ultima settimana della campagna elettorale, quando si arriverà allo show down finale. A meno che l’ex premier non voglia puntare su un civico, ovvero qualcuno fuori dai palazzi della politica, una figura autorevole di grande competenza e professionalità, super partes insomma, cui nessuno degli alleati, a cominciare da Salvini e Meloni, potrà dire no.

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