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Di Maio: "Vogliamo presidenza della Camera"

POLITICA
Di Maio: Vogliamo presidenza della Camera

(Fotogramma)

"Io credo che impiegheremo meno rispetto a quei tempi", quei "sei mesi che la Germania ha impiegato per formare il governo". Così Luigi Di Maio, leader del M5S, intervenendo a un incontro con la Confcommercio a Milano. "Il primo passaggio riguarderà i presidenti delle Camere. Per assicurare la stabilità politica bisogna seguire l'iter istituzionale".

LA TELEFONATA - "Poco dopo le ore 20 ho ricevuto una telefonata da Matteo Salvini" racconta in un post Di Maio. "Mi fa piacere raccontarvi cosa ci siamo detti perché voglio che tutto avvenga nella massima trasparenza. Ho ricordato a Salvini che il MoVimento 5 Stelle è la prima forza politica del Paese, con il 32% dei voti, pari a quasi 11 milioni di italiani che ci hanno dato fiducia, e che alla Camera abbiamo il 36% dei deputati. Per noi questa volontà è sacrosanta e vogliamo che venga rispecchiata attraverso l'attribuzione al MoVimento della presidenza della Camera dei Deputati".

TASSE - Quanto al tema della stabilità economica, Di Maio spiega che chiederà "che le clausole sull'aumento Iva siano disinnescate subito e non per motivi tecnici". Il leader del M5S sostiene la necessità di ridurre "non solo le tasse ma anche il numero". Quanto ai conti in generale, conclude, "prima di parlare di sforamento del deficit andiamo a prendere soldi spesi male e investiti male".

LAVORO - Il costo del lavoro è un altro tema sul tavolo, aggiunge, perché "rischiamo la delocalizzazione". "Servono scelte coraggiose da concordare con Bruxelles che mirino ad abbassare il costo lavoro" sottolinea. "Non abbiamo intenzione di dare soldi alle persone senza che facciamo nulla. Crediamo nella flexsecurity, in uno Stato che sia in grado, quando un datore licenzia una risorsa, di prendere quella persona per mano, riqualificarla e reimmetterla nel mercato del lavoro". "Da me - assicura - avete la rassicurazione del fatto che nessuno potrà starsene sul divano. Le aziende non dovranno più occuparsi di formazione, ma la formazione verrà dai centri per l'impiego totalmente riformati".

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