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Di Maio-Salvini, stallo sui temi

POLITICA
Di Maio-Salvini, stallo sui temi Nel contratto nessuna uscita da euro

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Com'è andato l'incontro con Salvini? "Sembra bene... Il punto nevralgico è il contratto. Lì ci sono alcune cose da chiarire. Se c'è accordo su quello si fa il governo. Non è un problema di nomi ma di temi. Si deve avere il coraggio per andare fino in fondo". Sembra ottimista Luigi Di Maio, che commenta così, tornando alla Camera dopo l'incontro con il leader del Carroccio, le trattative in corso fra M5S e Lega che rimangono in stallo sui temi, con nodi ancora da sciogliere.

"In una settimana con la Lega - ha continuato Di Maio all'uscita di Montecitorio - abbiamo scritto oltre 30 pagine di contratto di governo e stiamo lavorando insieme per creare una squadra all'altezza della situazione perché a livello europeo dovrà battagliare non poco". "Il nome del premier giovedì? Vediamo", e ancora "per noi i tagli ai costi della politica sono fondamentali e devono entrare in quel contratto", ha risposto ai cronisti all'uscita della Camera.

"Se ci sarà - ha chiarito poi Di Maio dopo aver incontrato i parlamentari M5S - questo sarà un governo che dovrà avere molto coraggio. Abbiamo bisogno di un governo che sia in grado di ricontrattare una serie di condizioni europee... come vedete ci sono attacchi da tutte le parti. Su questo contratto - ha poi assicurato - individueremo la persona per far partire questo governo".

In una giornata dove hanno pesato come un macigno le critiche che piovono dall'Europa sull'esecutivo giallo-verde in via di formazione, il tono del leader non è tuttavia mai cambiato. "I presupposti" per arrivare a un governo "ci sono", "se riusciamo sarà una bomba, ma in senso positivo. Questo è il momento dei coraggiosi, non dei cuori deboli" per portare avanti una "rivoluzione gentile", aveva detto infatti il leader pentastellato in un video postato su Facebook poco prima dell'incontro con Salvini.

"Nel contratto di governo nessuna uscita dall'euro"

"Stiamo mettendo a punto un contratto di governo in 6 giorni, in Germania ci sono voluti sei mesi" e "abbiamo già ottenuto risultati importantissimi. Eppure vedo tanta ironia, in tanti ci attaccano" rilevava Di Maio snocciolando i risultati raggiunti finora dal tavolo tecnico: "reddito cittadinanza, una flat tax equa", ma anche la "legge sull'acqua pubblica che rispetti finalmente il referendum" e il "carcere per chi evade" in un Paese in cui gli "onesti si sentono dei fessi". E ancora "il taglio delle pensioni d'oro, i vincoli europei che vanno rivisti. Come si fa a ironizzare su tutto questo?", chiede a più riprese. "I vincoli europei vanno rivisti. Dialogando con altri Paesi ma vanno rivisti - insisteva - perché è in Europa che si gioca la partita importante per finanziare tutte le misure economiche che ridiano diritti sociali agli italiani".

Nel contratto "c'è il nucleo di quel che vogliamo portare a casa, poi verranno i nomi - ribadiva - Non c'è un solo giornale che non tifi per il fallimento di questo tavolo. Ci attacca chi ha paura del cambiamento. Anche oggi c'è qualche eurocrate non eletto che ci attacca, oggi il Ft parla di nuovi barbari... ma come vi permettete? Il M5S ha ottenuto 11 mln di voti, se questo governo si farà avrà 17 mln di persone che lo hanno votato con le due forze politiche che lo sostengono. Ma più arrivano gli attacchi e più mi sento motivato. Riusciremo? Non so, ma io vedo che a questo tavolo stiamo facendo un buon lavoro".

"Vedo tanta paura in un certo establishment. C'è paura in chi teme il cambiamento, ma chi lo vuole lotti con noi: siamo davanti a un bivio, da una parte c'è il coraggio dall'altro la paura, ma questo è il momento del coraggio per cambiare le cose" proseguiva poi il capo politico del M5S.

"Nella nostra storia - ricordava - siamo stati sempre una forza politica che correva da sola, e lo abbiamo sempre fatto perché non ci fidavamo degli altri". Ora il M5S è alle prese "con un contratto di governo e non con un'alleanza, è un concetto importante perché noi degli altri non ci siamo mai fidati". Questo "è il momento di capire se vogliamo andare fino in fondo, il M5S c'è e vuole andare fino in fondo".

"Sul contratto ci sarà il voto sulla piattaforma Rousseau. Questo sabato e questa domenica ci vedremo nelle piazze con i gazebo M5S" dove "illustreremo punto per punto il contratto", annunciava poi Di Maio.

SALVINI - "Siamo al tratto finale - ha confermato Salvini in diretta su Facebook dopo l'incontro con Di Maio -. Se riusciremo a trovare un equilibrio tra l'idea di Europa e di Italia della Lega, del centrodestra e dei 5 Stelle c'è ung governo e si parte. Poi nomi e incarichi vengono alla fine. Vi aggiorno. Probabilmente nelle prossime ore, domani mattina, perché stiamo al dunque". "Se c'è un margine per trasformare in fatti i sogni e le speranze, allora - ha ribadito - si parte. Se non c'è margine, se non c'è accordo, l'unica parola può tornare ai cittadini italiani: 'tertium non datur' dicevano i saggi" ma "ci sono pro e contro" in entrambe le soluzioni. "Se ci fosse l'accordo - si è poi augurato il leader leghista - vorrei che foste voi ad approvarlo, non solo on line, ma nella piazze italiane. Con il vostro via libera mi sentirei più forte, legittimato".

"Anche io sono ottimista - diceva invece con toni più pacati Salvini nel pomeriggio - ma i giorni passano, sono ottimista ma anche realista". L'eventuale rinuncia a formare il governo o il ricorso al nuovo voto "sarà una scelta presa da entrambi, ci sono alcuni temi su cui siamo lontani - affermava il leader del Carroccio - ed è chiaro che non possiamo andare a Bruxelles con un governo che rappresenti due idee lontane", ma "sono le prossime ore quelle in cui decideremo".

"Cerchiamo di vedere fino all'ultimo se c'è un programma forte, ma a Bruxelles qualcuno però ricatta e minaccia" proseguiva, riferendosi al monito dell'Unione europea che ha chiesto all'Italia di fare attenzione per quanto riguarda le politiche dei flussi migratori e del debito. "Serve governo forte su rivoluzione fiscale e sicurezza, altrimenti si torna al voto".

Quanto al rapporto con Silvio Berlusconi, "io ho la mia testa e decido per quello che ritengo sia l'interesse del Paese". E aggiungeva: "Se una parte di centrodestra non si sente di partire è liberissimo di farlo, io parto se il governo è forte. Il centrodestra come coalizione non si rompe comunque".

NODI NON ANCORA SCIOLTI - Dalla Sala Siani, in cui erano riunite le delegazioni delle due forze politiche, trapelava già un cauto ottimismo, soprattutto tra i 5 Stelle. Fonti della Lega sottolineano però come non siano stati ancora sciolti nodi considerati cruciali dal partito guidato da Matteo Salvini, temi che saranno ancora al centro della discussione tra M5S e Lega nei prossimi giorni. Il Carroccio - spiega un parlamentare di peso - chiede piena "agibilità politica" su alcune questioni dirimenti, come ad esempio la gestione dei flussi migratori. Lo dimostrano le parole pronunciate ieri da Salvini al Quirinale, quando il 'Capitano' leghista ha detto di volere "mano libera" sui migranti.

In queste ore si giocano due partite parallele: da una parte la trattativa sul contratto di governo che vede impegnati gli sherpa dei due partiti; dall'altra il confronto tra Di Maio e Salvini sulla formazione del nuovo esecutivo, a partire dalla premiership. Nelle ultime ore sembrano scendere sempre di più le quotazioni di Giuseppe Conte e si starebbero registrando difficoltà anche nella composizione delle varie caselle ministeriali.

Ma in casa M5S ci si prepara anche a un altro banco di prova: le amministrative di giugno. Lo staff comunicazione è già al lavoro per pianificare la campagna elettorale. Il messaggio arrivato da Di Maio, che all'appuntamento elettorale tiene particolarmente, è chiaro: questo voto ha una grande importanza.

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