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Cosa c’è nella bozza del contratto M5S-Lega

POLITICA
Cosa c’è nella bozza del contratto M5S-Lega

Un documento di 40 pagine con una serie di punti. E' la bozza di contratto di governo, semidefinitivo, di Lega e M5S. Un documento in cui non ci sarebbe più la previsione dell'opzione di uscita dall'euro ed entra invece il capitolo vaccini.

Uscita euro - Nella bozza in possesso dell'Adnkronos ancora sul tavolo della trattativa di questa mattina, c'era un breve passaggio in rosso - dunque da passare al vaglio dei due leader - sulla politica monetaria europea. Ma fonti 5 Stelle assicurano che nel documento ultimato non si fa accenno all'addio alla moneta unica. Nella versione semidefinitiva del documento, nella  parte che ha ottenuto il via libera del tavolo tecnico già stamani, è prevista tuttavia la revisione del contributo italiano all'Ue. "Sotto il profilo del budget - si legge infatti - occorre ridiscutere il contributo italiano alla Ue in vista della programmazione settennale imminente con l'obiettivo di renderla coerente con il presente contratto di governo".

Codice etico - C'è anche un codice etico per i membri del Consiglio dei ministri nella parte del contratto di governo che ha già ottenuto il vaglio di Lega e M5S. Nel documento, che solo in alcuni punti non è definitivo perché in attesa del via libera di Luigi Di Maio e Matteo Salvini, si legge infatti che "non possono entrare a far parte del governo soggetti che abbiano riportato condanne penali, anche non definitive, per i reati dolosi di cui all’articolo 7 del decreto legislativo 31 dicembre 2012, n. 235 (legge "Severino"), nonché́ per i reati di riciclaggio, auto-riciclaggio e falso in bilancio; siano a conoscenza di indagini o siano sotto processo per reati gravi (ad esempio: mafia, corruzione, concussione, etc.);  appartengano alla massoneria o si trovino in conflitto di interessi con la materia oggetto di delega".

Vincolo mandato e taglio eletti - "Occorre partire dalla drastica riduzione del numero dei parlamentari: 400 deputati e 200 senatori". Con La sforbiciata al numero di parlamentari, che si accompagna -nello stesso paragrafo- anche all'introduzione del vincolo di mandato popolare contro i cambi di casacca, per i relatori del documento renderà "più agevole organizzare i lavori delle Camere" e "più efficiente l'iter di approvazione delle leggi, senza intaccare in alcun modo il principio supremo della rappresentanza, poiché resterebbe ferma l'elezione diretta a suffragio universale da parte del popolo per entrambi i rami del Parlamento e non se ne snaturerebbero natura e funzioni. Sarà in tal modo possibile conseguire anche ingenti riduzioni di spesa poiché il numero complessivo dei senatori e dei deputati risulterà` quasi dimezzato". Ecco dunque lo snodo sul vincolo di mandato: "E' necessario introdurre espressamente il 'vincolo di mandato popolare' per i parlamentari - si legge - per rimediare al sempre più crescente fenomeno del trasformismo. Del resto, altri ordinamenti, anche europei, prevedono il vincolo di mandato per i parlamentari; è noto l'articolo 160 della Costituzione portoghese, il quale dispone che il deputato decade dal mandato semplicemente se si dimette dal gruppo parlamentare del suo partito e contemporaneamente si iscrive al gruppo di un'altra fazione politica".

Abolizione Cnel e prevalenze carta su diritto Ue - C'è anche l'abolizione del Cnel nella bozza del contratto di governo in possesso dell'Adnkronos. "Altre questioni da affrontare in termini costituzionali - si legge infatti - sono: l'abolizione del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro, istituzione rivelatasi inefficace rispetto agli scopi per i quali era stata concepita, e l'affermazione del principio della prevalenza della nostra Costituzione sul diritto comunitario, sul modello tedesco, fermo restando il rispetto dell'articolo 11 della Costituzione. 

Chiusura campi rom irregolari - "Ad oggi circa 40.000 Rom vivono nei campi nomadi, di cui 60% ha meno di 18 anni. Necessarie azioni per arginare questo fenomeno sono: chiusura di tutti i campi nomadi irregolari in attuazione delle direttive comunitarie; contrasto ai roghi tossici; obbligo di frequenza scolastica dei minori, pena allontanamento dalla famiglia o perdita della potestà genitoriale".

Taglio a pensioni sopra 5.000 euro - "Per una maggiore equità sociale, riteniamo altresì necessario un intervento finalizzato al taglio delle cd. pensioni d'oro (superiori ai 5.000,00 euro netti mensili) non giustificate dai contributi versati".

Costi politica - Nello stesso paragrafo del taglio delle pensioni si affronta il nodo dei costi della politica, altro tema caro ai 5 Stelle. "Riteniamo doveroso intervenire nelle sedi di competenza per tagliare i costi della politica e delle istituzioni, eliminando gli eccessi e i privilegi - si legge infatti- Occorre inoltre ricondurre il sistema previdenziale (dei vitalizi o pensionistico) dei parlamentari, dei consiglieri regionali e di tutti i componenti degli organi costituzionali al sistema previdenziale vigente per tutti i cittadini, anche per il passato".  

Sanzioni Russia - "E' opportuno il ritiro immediato delle sanzioni imposte alla Russia, da riabilitarsi come interlocutore strategico al fine della risoluzione delle crisi regionali (Siria, Libia, Yemen)", si legge in uno dei passaggi contenuti nella bozza e che avrebbe dovuto trovare dimora nel documento definitivo chiuso stasera.  Al capitolo 'esteri' "si conferma l'appartenenza all'Alleanza atlantica - si legge - con gli Stati Uniti di America quale alleato privilegiato, con una apertura alla Russia, da percepirsi non come una minaccia ma quale partner economico e commerciale". 

Conflitto interessi - "Intendiamo estendere l'applicazione della disciplina a incarichi non governativi, ossia a tutti quei soggetti che, pur non ricoprendo ruoli governativi, hanno potere e capacità di influenzare decisioni politiche o che riguardano la gestione della cosa pubblica, come ad esempio i sindaci delle grandi città o i dirigenti delle società` partecipate dallo Stato", si legge nella bozza. "Abbiamo potuto constatare come il conflitto d'interessi nasca già nelle aule parlamentari, dove i legislatori sono, talvolta, i soggetti che versano in gravi situazioni d' incompatibilità". "La stessa Giunta per le elezioni, organo anacronistico in quanto composto essenzialmente da politici - si legge - contribuisce a mantenere inattuata qualsiasi normativa in materia. Per risolvere il conflitto d'interessi, che spesso pregiudica l'azione della politica, intendiamo innanzitutto cambiare l'ambito di applicazione della disciplina estendendo l'ipotesi di conflitto oltre il mero interesse economico". "Riteniamo, infatti, che debba qualificarsi come possibile conflitto di interessi l'interferenza tra un interesse pubblico e un altro interesse, pubblico o privato, che possa influenzare l'esercizio obiettivo, indipendente o imparziale, di una funzione pubblica, non solo quando questo possa portare un vantaggio economico a chi esercita la funzione pubblica e sia in condizione di un possibile conflitto di interessi, ma anche in assenza di un vantaggio immediatamente qualificabile come monetario".

Vaccini - Fino a stamani sul tavolo c'era la bozza, in possesso dell'Adnkronos, che non prevedeva un capitolo ad hoc sui vaccini ma solo un passaggio nel capitolo sanità 'da rivedere', infatti evidenziato in giallo. Fonti qualificati spiegano invece che adesso, sul contratto, c'è un capitolo ad hoc sulle vaccinazioni.

Roma Capitale - "Verrà sancito un nuovo patto tra la Repubblica e la sua Capitale, restituendole nuova e definitiva dignità". E' quanto si legge in un passaggio del contratto di governo M5S-Lega, nella versione definitiva ultimata dal tavolo tecnico. Nel passaggio sulla capitale, in particolare, si fa riferimento al "disegno attuativo delle disposizioni costituzionali su Roma Capitale (art.114 Cost.)" che nel contratto di governo si "intende rilanciare".

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