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Di Maio: "Conte? Un danno per l'establishment"

POLITICA
Di Maio: Conte? Un danno per l'establishment

(Afp)

"Oggi al Presidente della Repubblica", d'accordo con la Lega, "abbiamo fatto il nome di una persona che conosciamo bene. Giuseppe Conte non è stato solo uno dei nostri candidati ministro. Lo abbiamo conosciuto 5 anni fa e lo abbiamo indicato per l'organo di auto-governo della giustizia amministrativa". Così Luigi Di Maio durante l'assemblea dei parlamentari M5S, dopo le ultime consultazioni al Quirinale.

"E' una persona che tutti immaginano come mite ma è veramente tosto. Dove è andato ha fatto danni all'establishment perché si è opposto alle ingiustizie. Grazie a lui l'Italia è venuta a conoscenza del caso Bellomo", ha aggiunto il leader grillino.

Conte, ha continuato, "incarna tutti quei valori che portiamo come esseri umani all'interno di questo Movimento... Onestà, competenza e sensibilità. Qualcuno dirà che è un tecnico. E' la persona più politica che potevamo mettere a capo di questo governo".

"Conte ci ha sempre aiutato, è stato - ha detto - un angelo custode nei momenti più importanti del M5S, ha partecipato al programma giustizia. Ha tenuto sempre a far rispettare il rigore morale. La sua figura sarà sintesi del Movimento e ha la sensibilità" per "evitare qualsiasi deriva da una parte e dall'altra".

Con Conte al vertice "cambia l'assetto della squadra di governo", che ora - spiega - dovrà essere una squadra "politica". Una "squadra che abbia sensibilità politica e capacità", ha rimarcato il leader grillino.

SQUADRA - "Con Salvini siamo d'accordo che saremo nella squadra di governo", ha confermato Di Maio ai parlamentari. "Un ministero dello Sviluppo Economico con dentro il Lavoro deve andare al M5S", ha poi rimarcato. "Sarà molto importante - fa il punto il leader pentastellato - imbastire la squadra Esteri, Presidenza del Consiglio ed Economia. Fatta con gente che sa dove mettere le mani e ha la grinta di andare a battagliare" in Europa.

EUROPA - "Il contratto" di governo stipulato tra M5S e Lega "non è un libro dei sogni", dice. Secondo Di Maio occorre "guadagnare margini di bilancio in Europa. Se non andiamo lì con una squadra di ministri che ben sa dove andare a mettere le mani, noi il risultato non lo otterremo".

"Per una questione di cortesia andremo a dire alla Francia che la Tav è superata", occorre, spiega, "seguire la strada scritta nel contratto" ma "è chiaro che il nostro ministro delle Infrastrutture dovrà andare a dire alla Francia che la Tav è superata". "Noi - aggiunge -dobbiamo rispettare sempre tutte le istituzioni europee" ma "questi ci stanno sparando addosso da una settimana senza che il governo sia partito". Il leader grillino ha poi messo in guardia gli eletti spiegando che le prossime due settimane saranno "critiche" per quanto riguarda la formazione del nuovo esecutivo.

"Nei prossimi mesi - prevede - giocheranno a metterci gli uni contro gli altri. Questa è la nostra grande occasione, c'è grande entusiasmo anche tra la gente. Questo è un governo magari inaspettato ma votato, perché non c'è un solo voltagabbana".

SUD - "Io sono cittadino del Sud e mi sono rifiutato di relegare il Sud in qualche 'riserva indiana'" nel contratto di governo redatto con la Lega, ha detto Di Maio ai parlamentari .

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