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"Dobbiamo lavorare meno", la ricetta di Grillo

POLITICA
Dobbiamo lavorare meno, la ricetta di Grillo

(Fotogramma)

"Speriamo che scompaia questo dogma del lavoro. Poincaré, uno dei più grandi scienziati al mondo, lavorava 3 ore al giorno, come Darwin. Dobbiamo lavorare di meno non di più. Ma noi mettiamo ancora al centro il lavoro". Così Beppe Grillo sul suo blog, in un lungo intervento incentrato proprio sul tema del lavoro. "Oggi abbiamo 8 milioni di poveri, persone che sono sotto la soglia di povertà e i due terzi ha tre lavori. Quindi il lavoro non garantisce più nulla - secondo Grillo - É il reddito che ti inserisce nella società o ti espelle da essa se non hai reddito".

Per il garante del M5S, dunque, solo con "un'istruzione universale adeguata per tutti e un reddito universale per tutti" possiamo "risolvere alcuni problemi che avremo, come milioni di persone disoccupate, milioni di migranti, milioni di disperati. Ci costerà di meno dargli un reddito che non cercare di gestirli con la sicurezza, la sanità, le prigioni". "Abbiamo un futuro che dobbiamo capire adesso o ci investirà in pieno - rimarca Grillo - Dovremo capire i flussi, capire come e cosa consumiamo, capire i flussi nelle città e quindi progettare quartieri diversi, capire che andiamo verso le città-stato, verso una politica che si fa con un tweet e cosi cambia tutto, lavoro, politica, tutto".

"Dobbiamo cominciare a ragionare sulla scuola, sui giovani, sui ragazzi - l'invito di Grillo - dobbiamo cercare di fargli esprimere i loro talenti, noi in Italia abbiamo dei Leonardo da Vinci che magari fanno i designer di automobili, abbiamo degli Shakespeare che fanno i direttori di risorse umane". "Siamo pieni di talenti, è inutile che ci buttiamo nell'economia del produrre più frigoriferi, macchine, industrie o altro. Noi dobbiamo produrre il vero nostro valore, che è la cultura, la bellezza, l'intelligenza. I nuovi lavori saranno tutti di creatività, in cui siamo i numeri 1. Diamo la possibilità ai ragazzi di non fare qualsiasi lavoro, non se lo meritano - l'auspicio del garante del M5S - Non può uno fare qualsiasi lavoro pur di sopravvivere o perché è più richiesto dal mercato. Tiriamo su ragazzi che sono pieni di frustrazioni. Ognuno deve seguire il proprio talento. Lo stato deve dare alcune cose a tutti".

Grillo indica i "due paradigmi che ci porteranno nel futuro", ovvero "un’istruzione universale adeguata per tutti e un reddito universale per tutti". "Tutti devono avere un reddito - sottolinea -. Un reddito perché sei vivo, perché ti batte il cuore, poi sarai tu a cercarti un lavoro in base alle tue esigenze. E non è vero che chi ha un reddito non fa più niente, non è vero. In Finlandia lo stanno facendo, in Svizzera lo stanno facendo, in Olanda lo stanno facendo, in California lo stanno facendo, in Corea lo stanno facendo. Sono tutti esperimenti, ma stanno funzionando".

Dunque per il garante del Movimento, è giusto che "nasci con un reddito, nasci con una cittadinanza digitale, nasci con una mail, nasci con l’energia necessaria per vivere, ti devo dare l’ingresso alla conoscenza, quindi un po’ di internet deve essere gratis per tutti".

Per Grillo, che si definisce "uno dei pochi che capisce dove va il mondo", dobbiamo "uscire fuori da questo equivoco della povertà, che è diventato un espediente vergognoso, perché oggi la discriminazione è totale se non hai un reddito. Oggi l’1% della popolazione ha metà della ricchezza del pianeta, siamo veramente fuori di senno. Dobbiamo riequilibrare tutto. Non c’è alternativa".

Grillo parla anche di Pubblica amministrazione. "I nuovi sistemi della Pa dovranno essere come il sistema operativo di Rousseau, che è una cosa così straordinaria. Ed è difficile da far capire, perché è un sistema completamente rovesciato rispetto a quello che noi abbiamo sempre pensato sulla politica e la democrazia. Una persona ha uno strumento facilissimo con cui può fare un referendum alla settimana".

"L'idea di Gianroberto - va avanti il garante del M5S ricordando Casaleggio - è quella di far capire alle persone che ci possono essere strumenti per poter dire e per poter essere presenti nella società, così che la tua vita, la tua esperienza, la tua professionalità non è vana, non è perduta, ma può essere d'aiuto e può essere inserita in una legge, in una proposta di legge, in una critica ad una legge, ecc. Io trovo tutto questo straordinario, tutto questo è il cuore vero del Movimento".

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