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M5S, rebus alleanze in Europa

POLITICA
M5S, rebus alleanze in Europa

(Fotogramma)

Il M5S Europa guarda a Macron e al suo partito, En Marche, per stringere un'alleanza a Bruxelles in vista del ritorno alle urne l'anno prossimo. Un'alleanza, quella col partito del presidente francese, che tirerebbe dentro anche gli spagnoli di Ciudadanos guidati da Albert Rivera. Si tratta di una delle opzioni sul tavolo degli europarlamentari grillini, di certo la più appetibile.

Ecco perché, mentre a Parigi il premier Giuseppe Conte e il Presidente Emmanuel Macron raggiungono l'intesa sui migranti, a Bruxelles in molti guardano col fumo negli occhi alla visita del presidente di En Marche Christophe Castaner a Roma, ieri a colazione con l'ex segretario dem Matteo Renzi e con nessuna visita o appuntamento telefonico in agenda col leader del M5S, Luigi Di Maio.

Intanto il capo politico dei 5 Stelle è tirato per la giacca dai suoi stessi europarlamentari, che vanno in pressing affinché si chiuda il capitolo europeo delle alleanze senza correre il rischio di rimanere a bocca asciutta in vista delle elezioni del 2019.

Oltre a En Marche e Ciudadanos, le altre strade percorribili in Europa, sul fronte alleanze, per il M5S sono sostanzialmente due: i Verdi, con un'intesa sui temi comuni dell'ambientalismo, e i conservatori di Ecr. L'ultima spiaggia è fare gruppo autonomo, mantenendo vivo l'attuale Efdd orfano degli inglesi di Nigel Farage.

Per i 5 Stelle, però, si tratterebbe di una vera e propria sconfitta: tradotto, non aver costruito nulla nei 5 anni precedenti e non incidere sui giochi che contano, a partire dall'elezione del presidente della Commissione europea e dei capigruppo. La sensazione diffusa tra i grillini, a Bruxelles, è di essere sostanzialmente fermi, congelati, mentre gli altri tessono la tela delle alleanze a meno di un anno dalle urne.

Un barlume di speranza arriva dall'intesa siglata ieri da Conte e Macron: "certe alleanze viaggiano su livelli altissimi - spiega una fonte di peso tra i 5 Stelle in Europa all'Adnkronos - e al Presidente francese conviene guardare a una realtà in ascesa come la nostra piuttosto che a un partito in sofferenza come il Pd. Anche per contrastare l'asse Germania-Austria-Salvini rispetto al quale oggi lo stesso Macron ha usato parole al vetriolo".

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