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"Un male per le imprese", Berlusconi boccia decreto dignità

POLITICA
Un male per le imprese, Berlusconi boccia decreto dignità

(Fotogramma)

"Sono molto preoccupato", il decreto dignità "è certamente un male per le imprese, per i lavoratori, per l’occupazione, per i veri e propri drammi sociali che l'Italia deve affrontare". Lo scrive l'ex premier e leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in una lettera al 'Corriere della Sera', affermando che con questo dl il "governo Conte-Di Maio-Salvini ha mostrato il suo vero volto".

Il Cav ricorda che "ci sono 15 milioni di italiani in condizioni di povertà, dei quali quasi 5 milioni in povertà assoluta, tre milioni di giovani che non studiano e non lavorano, tre milioni di anziani che rinunciano a cure mediche indispensabili perché non se le possono permettere. Molti elettori hanno dato fiducia ai partiti dell’attuale maggioranza proprio perché speravano che facessero qualcosa per dare una risposta a questi problemi. Ora la prima risposta è arrivata, e non solo non risolve nulla, ma al contrario aggrava le difficoltà di famiglie e imprese". Berlusconi parla di "norme che scontentano tutte le categorie produttive" con le quali "si riducono i posti di lavoro, e si scoraggiano i contratti regolari a vantaggio del lavoro nero".

"Un milione di contratti che stanno per essere rinnovati ora sono a rischio e per quasi la metà si tratta di giovani", osserva il leader di Fi, secondo il quale con il dl dignità ci saranno "più disoccupati e più sfruttati: non è certo quello che vogliono i giovani del sud senza lavoro, ma non è neppure quello che si aspettavano le piccole e medie imprese del nord che hanno dato fiducia al programma del centrodestra". E parla di "ideologia della sinistra dirigista" che "si ripresenta nella sua veste peggiore". "Per difendere l’occupazione sarebbero necessarie misure come il taglio del cuneo fiscale e invece ci troviamo di fronte a provvedimenti che rischiano di bruciare migliaia di posti di lavoro", conclude Berlusconi.

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