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Pd, caos sulla nuova segreteria

POLITICA
Pd, caos sulla nuova segreteria

(Fotogramma)

A metà pomeriggio il "prendo atto della decisione di Emiliano" è l'unica reazione in chiaro di Maurizio Martina al nuovo caso che sta dilaniando il Pd. La segreteria annunciata ieri sera ha scatenato un nuovo caso. E sul banco degli imputati c'è il neosegretario accusato dal fronte renziano di non aver rispettato i patti sulla composizione della squadra del Nazareno e di non aver tenuto conto degli equilibri del congresso.

"Sono evidentemente passato in minoranza", scrive Ivan Scalfarotto su Twitter alludendo al fatto che la maggioranza renziana che ha vinto il congresso dello scorso anno non è più tale nella segreteria Martina. Ma, a quanto viene riferito, nelle chat dei parlamentari il tono delle dichiarazioni è ben più pesante e più di uno si sfoga alludendo all'addio al Pd. "Basta, che ci facciamo ancora qui?".

"Questa segreteria nella migliore delle ipotesi arriva fino a fine anno quando ci sarà il congresso. Nella peggiore accelera la nascita di qualcosa di nuovo...", si dice in ambienti parlamentari renziani. Ma anche dalle parti della minoranza, le cose non vanno meglio per Martina. Michele Emiliano respinge l'offerta di partecipare alla segreteria (il leader dem aveva chiamato Francesco Boccia a farne parte). Carlo Calenda è caustico: "Questa non è una segreteria, è un harakiri", e chiede il congresso subito. Come Stefano Bonaccini, di cui in questi giorni si era parlato come uno dei possibili candidati renziani alle primarie.

"Praticamente non c'è nessun renziano in segreteria", è l'accusa. Gli unici vicini all'ex-segretario sono Tommaso Nannicini e Teresa Bellanova. Ma l'ex viceministro allo Sviluppo doveva entrare come vice di Martina. Niente da fare. Il segretario non ha voluto nominare alcun vice. "L'unico accordo rispettato è stato quello su Dal Moro all'organizzazione ma noi avevamo chiesto che entrassero in segreteria anche Malpezzi e Dal Barba", dicono i renziani.

Per Calenda "oramai siamo alla farsa. Prima vanno dietro a Emiliano e nominano Boccia e poi si fanno dire di no da Emiliano. Che però promette eterna lealtà. L'unica cosa seria da fare è azzerare la segreteria e chiamare un congresso subito". E ancora: "Senza polemica ma mi ripeto: capite vero perché un cittadino si disorienti e si accasi altrove o si astenga?". E allora "l'unica cosa utile da fare in questo momento è che chiunque abbia votato Pd e ritenga questa segreteria non adeguata per affrontare l'opposizione e la rifondazione del centrosinistra prenda e lo scriva a Martina. Mail, Facebook, Twitter. Qualsiasi cosa. Farsi sentire".

“Penso che tutti nel Partito Democratico dobbiamo lavorare senza fare polemiche inutili - scrive Martina in un post su Facebook - Facciamolo innanzitutto per rispetto verso la nostra comunità”.

“Non per questo o quell’altro - prosegue Martina - per tutti. A partire dai tanti volontari che in questi giorni animano le nostre feste dell’Unità con passione. E’ legittimo avere opinioni diverse sulle scelte che si compiono in fasi delicate come queste, è molto più discutibile invece lanciare hashtag contro il tuo stesso partito, magari dopo averne chiesto la liquidazione. Il vero harakiri è questo. Bisogna lavorare per unire, per aprire e per guardare avanti. Per superare le divisioni che ci hanno indebolito provando a parlarci di più e a provocarci di meno. Tutti”.

Martina ringrazia "i componenti della nuova segreteria che inizia a lavorare dalle prossime ore. Sono persone che da percorsi e con sensibilità diverse hanno voluto fare un passo avanti nell’impegno, consapevoli del momento particolare che stiamo vivendo”.

“Avremo innanzitutto - prosegue Martina - un primo compito: viaggiare in lungo e in largo per i territori ad ascoltare e a condividere il nostro impegno con circoli, amministratori locali, iscritti, associazioni e cittadini. Apriremo entro fine luglio un grande lavoro partecipato sulle idee, a partire da 5 sfide fondamentali: Europa, Diseguaglianze, Sviluppo e Lavoro, Giovani, Cittadinanza. Per passare dall’opposizione all’alternativa. Per costruire dal basso un nuovo impegno. Ora c’è davvero bisogno di tutti quelli che hanno voglia di condividere anziché dividere”.

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