Salvini scrive al Corriere

"Non siamo più un Paese colabrodo". E' quanto rivendica il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, in una lettera pubblicata dal 'Corriere della Sera', anticipando anche l'intenzione di presentare un decreto Sicurezza per affrontare il tema "degli stranieri che scappano dal loro Paese ma vi tornano per le ferie".

Nella lettera il ministro replica a quanto scritto sabato sul quotidiano dal vicedirettore Antonio Polito; in particolare, riporta Salvini, che "il sottoscritto abbia subìto 'il primo smacco della campagna d’estate' nell''affaire' della nave Diciotti". A proposito del quale, il titolare del Viminale aggiunge: "Avrei preferito delle misure più severe fin da subito? Certo. Ma non dipendevano, come è noto, dal ministro dell'Interno".

"Lo stesso Polito mi riconosce 'l’indiscutibile merito' di aver scosso l’ipocrisia europea. L’ultimo risultato sono i cento immigrati che volevano arrivare in Sicilia e che Francia e Malta hanno accettato di accogliere", rivendica ancora Salvini. Che ribadisce poi di voler proseguire l'azione sul fronte migranti secondo le linee già più volte indicate e "soprattutto - scrive - anticipo l’intenzione di presentare un 'Decreto Sicurezza' che, tra le altre cose, affronterà il tema dei cosiddetti profughi-vacanzieri. Parliamo degli stranieri che scappano dal loro Paese ma vi tornano per le ferie (eppure gli abbiamo concesso la protezione: è normale?!)". Comunque "il ministro dell’Interno non può e non deve occuparsi solo di immigrazione. Il mio principale obiettivo è la lotta senza quartiere alla grande criminalità organizzata. Per questo - sottolinea Salvini - passerò il Ferragosto in Calabria, con il Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica".