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Renzi serra i ranghi dei suoi

POLITICA
Renzi serra i ranghi dei suoi

Matteo Renzi (Fotogramma)

Sulle arie della 'Turandot' intonate dal senatore e tenore Alan Ferrari, tra battute e sorrisi, con un menù light ed "estivo" ma, ad un certo punto, sotto una pioggia battente, Matteo Renzi ha serrato i ranghi dei 'suoi' ieri sera a cena alla residenza Lavernale, all'Aventino. Alla chiamata hanno risposto, pagando 50 euro a testa, circa 120 parlamentari. La parola d'ordine del senatore dem è stata chiara: "Ripartiamo in autunno, senza ansie. Vedrete che presto rientriamo in campo", ha spiegato Renzi secondo il racconto dei presenti.

La pattuglia dei parlamentari renziani era rinforzata da qualche esterno (c'erano i Millennials) ma a parte qualcuno, tutti i Big erano presenti: Lorenzo Guerini e Luca Lotti (gli organizzatori), Ettore Rosato e Andrea Marcucci, solo per citarne alcuni. Renzi ha tolto ogni dubbio ai renziani presenti: "Il loro ciclo durerà poco", ha detto riferendosi a Lega e M5s. "Hanno paura di noi, per questo ci attaccano con fake news e propaganda. Se questo è il loro livello di disperazione, dobbiamo farci trovare pronti: toccherà di nuovo a noi molto prima del previsto", ha spiegato.

Ovviamente l'incontro è stato occasione anche per fare il punto sul Pd. "Senza di noi il Pd perde la spinta riformista, dobbiamo rilanciarlo ma dobbiamo dire basta alle liti interne", ha sollecitato l'ex segretario lasciando capire, secondo i presenti, che alla ripresa ci sarà "un nome", un candidato renziano per il Congresso.

L'attivismo di Renzi ha subito messo in agitazione il Pd. "La cena sull'Aventino di Renzi per riorganizzare il Pd è il tentativo, come spesso è accaduto in questi anni, di mostrare i muscoli per far veder che è ancora lui a fare la linea politica. Ricorda tanto una politica vecchia, superata, fuori dal tempo che non guarda al futuro ma solo a se stessi e a un passato di rimpianti", ha detto Francesco Boccia, una dei leader dell'area che fa riferimento a Michele Emiliano.

Maurizio Martina, ieri impegnato in una festa dell'Unità, ieri non ha commentato l'iniziativa dei renziani. Formalmente, nell'area che sostiene il segretario la cena dell'Aventino è stata accolta nel gelo. Di fatto, la replica di Martina è l'aggiunta di un altro tassello al suo lavoro di rilancio del Pd: "Lunedì la nostra segreteria nazionale sarà a Napoli. Andremo a conoscere una bella realtà: la scuola calcio Arci di Scampia -ha annunciato-. Ascolteremo le voci dei volontari e degli operatori del quartiere e proveremo a dare il nostro contributo per continuare a lavorare sempre meglio insieme sui temi del protagonismo sociale e sull’educazione alla cittadinanza".

Martina ha sottolineato ancora: "Dopo Tor Bella Monaca a Roma e lo Zen di Palermo un altro passo per ascoltare, comprendere e raccogliere idee utili al nostro lavoro". Per il segretario, "l’alternativa al pentaleghismo si costruisce così, riallacciando i legami delle comunità, ascoltando le persone e le loro parole di sostegno e di critica. Solo così il Pd può organizzare la sua ripartenza".

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