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Lega-Forza Italia, scontro totale

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Lega-Forza Italia, scontro totale

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Sulla presidenza della Rai - dopo la bocciatura in Vigilanza di Marcello Foa - lo scontro tra Lega e Forza Italia rischia di divenire a tutto campo. Una distanza tra i due maggiori partiti del centrodestra che potrebbe allargarsi a macchia d'olio, visto che Matteo Salvini, prendendo atto del no al candidato sovranista a viale Mazzini di Silvio Berlusconi, ha snocciolato, uno dopo l'altra, le questioni che dividono lui e gli azzurri, a partire dal nodo Rai.

"Forza Italia ha scelto il Pd per provare a fermare il cambiamento, per la Rai, per il taglio dei vitalizi e per altro ancora", ha tuonato il vicepremier. "Noi - ha avvertito, accusando Fi di avere scelto di nuovo l'asse con il Pd - continuiamo sulla via del cambiamento". Parole che non lasciano spazio a interpretazioni, arrivate al termine di una giornata iniziata prestissimo, con il leader della Lega di buon mattino, prima del voto in Vigilanza, a far visita a Silvio Berlusconi al San Raffaele di Milano.

Marcello Foa ha portato a casa solo 22 sì a fronte di un quorum che ne prevedeva 27. Fi, così come Pd e Leu, ha deciso di non partecipare alla votazione, ad eccezione del presidente Alberto Barachini che però ha votato scheda bianca. Nessun ripensamento azzurro. Con Berlusconi che spiega che quel nome non è stato votato perché "il servizio pubblico non appartiene alla maggioranza o al governo. Appartiene a tutti", mettendo la sua firma in un post sul profilo Twitter di Fi. Un no che non sembra lasciar spazio a margini di ripensamento perché riproporre Foa porterebbe a "problemi giuridici non superabili".

Ma il leader del Carroccio ripete che "il giornalista che ha lavorato nell'ambito del centrodestra è il massimo a cui si può ambire come presidente della televisione pubblica".

Intanto, mentre Foa fa sapere che torna in panchina, a disposizione dell'azionista, fonti del Mef spiegano che il ministro Tria "non ha mai dato indicazioni sulla nomina del presidente della Rai, funzione che la legge affida al consiglio di amministrazione. Non corrisponde al vero quanto affermato da una emittente radiofonica secondo cui anche Tria avrebbe sostenuto che si debba cambiare candidato. Il ministro dell’Economia, come prevede la legge e lo statuto, ha indicato al Consiglio dei ministri, che ha deliberato, due consiglieri designandone uno, Salini, per la carica di amministratore delegato. Non si è mai pronunciato sul presidente e non intende farlo”.

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