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Di Maio: "Crollo è figlio di marchette"

POLITICA
Di Maio: Crollo è figlio di marchette

(Fotogramma)

"Il crollo del ponte Morandi è figlio di tutti i trattamenti privilegiati e delle marchette fatti ad Autostrade per l'Italia". Lo scrive il vicepremier Luigi Di Maio in una lettera inviata ai parlamentari M5S e pubblicata su Fb dal capogruppo alla Camera, Francesco D'Uva. "Per 5 anni dall'opposizione abbiamo combattuto contro i privilegi di Autostrade per l'Italia, che gestivano e gestiscono le nostre autostrade senza gare e con doveri contrattuali ridicoli - denuncia Di Maio -. Non è un caso che i loro contratti siano stati secretati per i vergognosi vantaggi che gli erano stati concessi.

Il vicepremieri rivolge poi un attacco all'ex premier Enrico Letta: "Molti dei personaggi politici che hanno permesso tutto questo oggi o lavorano per Autostrade per l'Italia o sono loro consulenti. Uno su tutti Enrico Letta, ex presidente del consiglio - rimarca Di Maio - passato per il Cda della società che gestisce le autostrade spagnole, comprate dai Benetton con i soldi dei pedaggi degli italiani. Sono anni che i nostri parlamentari, guidati dal nostro senatore e sottosegretario Andrea Cioffi, ad ogni legge di bilancio hanno provato a fermare le marchette ai concessionari autostradali".

"Il bilancio, per ora, è di 39 morti, con famiglie distrutte, feriti, gente che magari resterà in carrozzella per tutta la vita, oltre 600 sfollati che si vedranno la casa abbattuta - aggiunge -. A tutte queste persone dobbiamo delle risposte concrete, non solo il cordoglio. E su questo il governo intero non arretrerà di un millimetro". Di Maio indica poi ''come vogliamo procedere", elencando 5 punti. Il primo: "revoca delle concessioni ad Autostrade per l'Italia. La giusta causa per la revoca non è da rintracciare in codicilli o in commi da azzeccagarbugli, la giusta causa sono i 39 morti. E ogni volta - avverte - che qualcuno come Consob o qualche professorone ci dirà che dobbiamo stare attenti ai mercati e agli iter burocratici, rispondetegli che se vogliono possono andarlo a dire alle famiglie delle vittime".

"Noi - assicura Di Maio - agiremo subito. L'atto di revoca è stato annunciato dal presidente del Consiglio in persona, e lo sta istruendo direttamente insieme al ministro Toninelli e li ringrazio a nome di tutto il Movimento per quello che stanno facendo in questi giorni". Di Maio annuncia poi: "Desecreteremo tutti i contratti dei concessionari autostradali e mostreremo questa vergogna al mondo intero. Chiederemo a tutti i funzionari pubblici che hanno incarichi a vario titolo, anche dentro Autostrade per l'Italia, di dimettersi da uno dei due ruoli". "Applicheremo sanzioni e chiederemo risarcimenti per centinaia di milioni di euro - continua - che sono soldi dovuti, non concessioni da barattare con l'eventuale revoca".

Nella lettera, il vicepremier si dice poi pronto a un decreto legge per sostenere la regione e la città di Genova. "Supporteremo anche con un decreto legge, se servirà, la Regione Liguria e il Comune di Genova per l'emergenza che stanno attraversando" scrive nella lettera, dove annuncia inoltre che domani sarà ai funerali solenni delle vittime del ponte Morandi. "Abbiamo voluto i funerali solenni, decisi nel Consiglio dei ministri, perché pensiamo che sia il minimo atto di vicinanza alle vittime - scandisce Di Maio -. Ci vorrà tanto tempo per invertire la rotta e togliere la mangiatoia pubblica a questi prenditori, ma siamo stati votati proprio per questo". "Non posso biasimare le famiglie che hanno scelto di celebrare i funerali nel proprio comune di appartenenza - precisa - anche in dissenso con uno Stato che invece di proteggere i loro figli, ha preferito per anni favorire i poteri forti".

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