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La missione Di Maio al Cairo

POLITICA
La missione Di Maio al Cairo

(Fotogramma)

C'è soddisfazione nel governo italiano per l'esito della missione in Egitto del vicepremier e ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio. Il leader del M5S è volato al Cairo per un vertice con il presidente Al Sisi. E, com'era prevedibile, il caso dell'omicidio di Giulio Regeni è stato tra i temi principali affrontati nel corso dell'incontro. "La questione Regeni l'hanno messa sul piatto loro", spiega una fonte della delegazione italiana ribadendo quanto dichiarato da Di Maio a margine del summit.

"Da parte degli egiziani c'è la consapevolezza che è importante arrivare a una soluzione del caso". E quando Al Sisi ha detto che "Regeni è uno di noi" ha voluto sottolineare "quanto la vicenda sia dolorosa", viene spiegato in relazione alle critiche che in queste ore arrivano da alcuni esponenti delle opposizioni sull'atteggiamento tenuto da Di Maio durante il vertice.

La risoluzione del caso Regeni è il presupposto di una rinnovata sintonia tra i due Paesi che, secondo quanto viene riferito, può garantire l'aggiudicazione di commesse e appalti in Egitto per le aziende italiane. "Gli egiziani stanno investendo sulle infrastrutture ferroviarie, hanno una serie di nuove linee, stanno sviluppando la metropolitana, hanno cantieri navali" e, racconta all'Adnkronos una fonte interna alla delegazione, avrebbero manifestato una certa delusione per il lavoro svolto dalle aziende di alcuni Paesi che si sono aggiudicati le commesse al posto dell'Italia: "Non hanno trovato in queste aziende le stesse nostre capacità". Una stoccata rivolta in modo particolare alla Francia, mettono in evidenza le stesse fonti.

Di Maio, accompagnato, tra gli altri, da Giorgio Sorial (braccio destro del capo politico grillino al Mise ed ex parlamentare M5S di origini egiziane), ha avuto incontri tecnici con i ministri del governo egiziano in materia di sviluppo economico. Da parte loro, raccontano fonti italiane, "c'è grandissima attesa verso l'Italia perché hanno bisogno di noi".

"Stanno sviluppando il loro Paese e vogliono riportare la collaborazione con l'Italia a qualche anno fa dal punto di vista della partnership industriale e commerciale. Nei confronti dell'attuale governo c'è una forte apertura di credito", spiegano.

Sul piatto anche la questione delle piccole e medie imprese, dal momento che le autorità egiziane avrebbero parlato della necessità di instaurare una partnership tra le pmi locali e quelle italiane. Di Maio - che ha visitato anche il museo egizio - ha colto l'occasione per incontrare esponenti della comunità ecclesiastica al Cairo, dai salesiani ai rappresentanti della Don Bosco. "Da parte loro abbiamo avvertito la necessità di sentire la presenza del governo italiano. L'accoglienza della comunità italiana è stata molto calorosa", raccontano.

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