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Libia, Conte e Salvini: "No a interventi militari"

POLITICA
Libia, Conte e Salvini: No a interventi militari

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"Escludo interventi militari che non risolvono nulla. E questo dovrebbero capirlo anche altri. L'Italia deve essere la protagonista della pacificazione in Libia. Le incursioni di altri che hanno altri interessi non devono prevalere sul bene comune che è la pace''. Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini lasciando palazzo Chigi. In precedenza una nota di palazzo Chigi aveva già smentito "categoricamente", "in relazione ad alcune notizie apparse sulla stampa odierna", "la preparazione di un intervento da parte dei corpi speciali italiani in Libia. L'Italia continua a seguire con attenzione l'evolversi della situazione sul terreno e ha già espresso pubblicamente preoccupazione nonché l'invito a cessare immediatamente le ostilità assieme a Stati Uniti, Francia e Regno Unito".

"Spero che il cessate il fuoco arrivi subito, perché altrimenti ci sono grossi rischi alle porte - ha sottolineato Salvini - E spero che qualcuno la smetta di pensare solo al suo interesse personale e pensi alla pace e alla stabilità'' nel Paese. "Sono molto preoccupato per la Libia - ha rimarcato Salvini - Evidentemente c'è dietro qualcuno. Nulla succede per caso. Il mio timore è che qualcuno, per motivi economici nazionali, metta a rischio la stabilità dell'intero Nord Africa e conseguentemente dell'Europa''.

Parla della Francia? ''Penso - ha replicato il leader della Lega - a qualcuno che è andato a fare una guerra e non doveva farlo e a qualcuno che fissa delle date delle elezioni senza interpellare gli alleati, l'Onu, i libici. Le forzature, le esportazioni di democrazie e la fissazione di date elettorali a prescindere da quel che pensano i cittadini, non hanno mai portato nulla di buono".

Per Salvini "l'Italia deve essere protagonista della pacificazione del Mediterraneo. Le incursioni di altri, che hanno altri interessi economici -ha avvertito Salvini forse riferendosi alla Francia ma senza citarla direttamente - non devono prevalere sulla pace". Il vicepremier ha espresso il "massimo sostegno alle autorità libiche riconosciute" e tutto il suo "ringraziamento alla Guarda costiera libica, che sta continuando a fare positivamente il suo lavoro. Speriamo di tornarci il prima possibile, perché è troppo importante avere un'area pacifica".

Poi, a chi gli chiedeva se dopo quanto accaduto a Tripoli non si sia pentito di aver definito la Libia un ''porto sicuro'', Salvini ha risposto: "Chiedetelo a Parigi...''.

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della Camera, Roberto Fico, alla Festa dell'Unità di Ravenna. "La Francia - ha detto Fico - ci ha lasciato questa situazione dopo essere andata unilateralmente in Libia e oggi siamo sull'orlo di una nuova guerra civile".

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