Intesa Sp, Riva (Confindustria): "Bene il consolidamento bancario se a favore di imprese"

Intesa Sp, Riva (Confindustria):
09 giugno 2026 | 17.03
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"Il consolidamento del sistema bancario, se procede nella direzione indicata dall'Unione europea — quella di costruire economie di scala e massa critica — mette gli istituti nelle condizioni di finanziare meglio le imprese, l'innovazione e gli investimenti di cui il Paese ha bisogno". Così all'AdnKronos Luigi Riva, presidente Confindustria Prom - Professioni e Management, commentando l'offerta lanciata da Intesa Sp su Mps.

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"Vale per le banche lo stesso principio che da tempo ripeto alle nostre aziende: poiché chi resta piccolo è destinato a sparire, occorre crescere dimensionalmente, e lo si può fare in più modi, vale a dire acquisendo, costruendo partnership o, quando serve, lasciandosi integrare in filiere più ampie e più solide", sottolinea.

Le banche, sotto questo profilo, "non fanno eccezione, perché anch'esse devono raggiungere la dimensione necessaria a reggere il confronto europeo. Proprio perché parliamo di un principio, e non di una partita a favore di questo o di quel contendente, non spetta a noi esprimere preferenze tra le operazioni oggi sul tavolo: ciò che conta non è chi prevarrà, ma che il risultato finale rafforzi davvero la capacità del sistema di sostenere l'economia reale", sostiene.

A due condizioni, però, "che ritengo irrinunciabili", dice Riva. "La prima è che la ricerca della scala non vada a scapito della presenza sul territorio e della prossimità alle imprese, che del nostro tessuto produttivo restano l'ossatura", dice ancora. "La seconda è che sia garantita una reale parità di trattamento tra le banche italiane e quelle degli altri Paesi, perché non possiamo accettare che ciò che da noi viene considerato fisiologico incontri altrove muri di natura politica, come la vicenda Commerzbank ha reso evidente", prosegue.

C'è infine un aspetto che merita un'attenzione particolare. "Se questo riassetto arriverà a incidere sulla gestione del risparmio degli italiani — penso al fronte che ruota attorno a Generali —, sarà essenziale cogliere l'occasione per orientare il patrimonio mobiliare, anche nel segmento retail, verso il sostegno all'economia reale, così che la ricchezza del Paese torni a finanziare le imprese e gli investimenti produttivi invece di restare immobilizzata", afferma.

In conclusione, dice, "l'Italia ha bisogno di intermediari solidi, radicati nel territorio e con una base azionaria solidamente nazionale, capaci di competere in Europa e di accompagnare le nostre imprese sui mercati internazionali: se ben realizzate, queste aggregazioni possono creare valore per l'intero Paese" (di Andrea Persili)

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