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Rinasce il mobilificio confiscato alla ‘ndrangheta

Favola di Natale a Cornaredo. 1,2 milioni di finanziamento da Roma per trasformarlo in cittadella della solidarietà

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È proprio vero che il Natale è magico e a volte le favole si trasformano in realtà. È quello che deve aver pensato Yuri Santagostino, 33 anni ancora da compiere e Sindaco di Cornaredo – cittadina di poco più di 20 mila abitanti alle porte di Milano – quando il 29 dicembre ha saputo che il Governo aveva concesso 1,2 milioni di euro per il recupero di un mobilificio abbandonato e confiscato alla criminalità organizzata. Il sequestro, avvenuto nel 2009 durante l’operazione antimafia denominata ‘Piazza Pulita’, aveva posto i sigilli a 39 proprietà immobiliari, tra cui il mobilificio di via Vanzago a Cornaredo, riconducibili, direttamente o tramite suoi familiari, a un pregiudicato di 73 anni, Costantino Mangeruca, originario di Africo (Reggio Calabria), residente proprio a Cornaredo.

“Peppino Impastato diceva: “bisognerebbe educare la gente alla bellezza, perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione, ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore”. –racconta il Sindaco Santagostino - Per questo, quando abbiamo saputo dell’iniziativa bellezza@governo.it abbiamo subito pensato, per la nostra Cornaredo, al mobilificio confiscato alla criminalità organizzata che ci è stato affidato da alcune settimane.

Si tratta di un immobile molto grande, soprattutto per un comune di 20 mila abitanti come il nostro. Una sfida bellissima che abbiamo deciso di raccogliere, sapendo che per restituire alla cittadinanza questi spazi occorrono immaginazione, voglia di fare, e la curiosità e lo stupore di cui parlava Peppino.”

L’immobile, assegnato al Comune di Cornaredo nel 2015 dall’Agenzia Nazionale Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata, un palazzetto di oltre 2000 metri quadrati a oggi in stato di abbandono, con il contributo del Governo diventerà una cittadella della solidarietà e una casa delle associazioni, progettata insieme a Libera, l’associazione fondata da don Luigi Ciotti, e da gruppi di studenti di architettura coordinati da Fondazione Politecnico, diventerà secondo il progetto finanziato un luogo vivace e vissuto soprattutto dai giovani, capace di creare opportunità di lavoro e impresa al suo interno.

“Si trattava di una ferita nel tessuto urbano che attendeva di essere sanata. – spiega il Sindaco di Cornaredo Yuri Santagostino- Uno spazio vuoto, da riempire di contenuti e di socializzazione. Con questo contributo diventerà una cittadella della solidarietà e una casa delle associazioni. È una sfida importante che impegna la nostra comunità a perseguire i valori della legalità e della lotta alla mafia.”

I lavori che partiranno nel 2018 trasformeranno l’edificio un uno spazio a disposizione degli enti senza scopo di lucro attivi sul territorio. Al suo interno nascerà un emporio solidale, un social market dove persone e famiglie in difficoltà potranno accedere ai beni alimentari a costi calmierati o gratuitamente. Non solo, ma l’ex mobilificio della mafia diventerà uno spazio di coworking e un hub di formazione a disposizione di giovani professionisti, imprenditori, lavoratori precari e atipici, disoccupati, microimprese del terziario avanzato, agenzie per la ricerca attiva del lavoro che intendano svolgere la propria attività in un luogo funzionale ed economicamente sostenibile e che hanno bisogno temporaneamente di un ufficio attrezzato.

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