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Adda, i risultati dello studio pilota condotto da SAL e Water Alliance

AMBIENTE
Adda, i risultati dello studio pilota condotto da SAL e Water Alliance

Il fiume sta bene e il depuratore contribuisce al mantenimento dell'equilibrio ambientale

Lodi, 9 marzo 2017 - Il depuratore di Lodi ha un’ottima efficienza e l’acqua che scarica contribuisce a migliorare la qualità della roggia Molina, contribuendo così al mantenimento dell’equilibrio ambientale dell’Adda. La conferma arriva dai risultati del progetto pilota “Qualità delle acque del fiume Adda”, avviato da SAL in collaborazione con Water Alliance, la rete di imprese che raccoglie otto aziende pubbliche lombarde del servizio idrico, sette delle quali sono lambite dal corso del fiume. L’indagine è stata condotta tra luglio e dicembre 2016 da GRAIA, società specializzata nello studio e nel monitoraggio degli ambienti acquatici, avvalendosi anche delle analisi eseguite dai laboratori di SAL e Gruppo CAP. Lo studio condotto sul tratto lodigiano dell’Adda rappresenta quindi una prima fase pilota, e ha consentito di sperimentare un modello che ora potrà facilmente essere esteso all’intera asta del fiume lombardo ma anche replicato su altri corsi d’acqua.

I risultati dell’indagine sanciscono quindi che l’attività del depuratore, indispensabile per trattare le acque reflue della città di Lodi, ha un effetto positivo sulla qualità dell’acqua del fiume Adda, le cui caratteristiche chimiche e biologiche rimangono sostanzialmente invariate. Un risultato ancor più significativo se contestualizzato a livello globale: secondo l’ONU, che ha dedicato proprio al tema della depurazione la Giornata Mondiale dell’Acqua 2017, l’80% delle acque reflue del Pianeta rientrano nell’ecosistema senza essere in alcun modo trattate.

“Siamo orgogliosi di aver realizzato a Lodi questa indagine approfondita sulla qualità delle acque dell’Adda – dichiara Antonio Redondi, Presidente di SAL srl -, che ha comportato uno sforzo che va ben oltre i campionamenti di routine che SAL svolge all’interno del proprio laboratorio aziendale. Confidiamo che questa ricerca possa costituire il punto di partenza per nuove indagini su altri tratti di fiume Adda e non solo, come segno distintivo dell’attenzione alla tutela dell’ambiente di cui le aziende idriche in house della Lombardia intendono farsi carico”.

L’indagine promossa da SAL e dall’intera Water Alliance arriva quindi a pochi giorni dalla Giornata Mondiale dell’Acqua, che quest’anno l’Onu ha deciso di dedicare proprio al tema della buona depurazione.

“Oggi non basta più solo portare nelle case acqua buona e fornire un servizio efficiente: la sfida è riuscire a farlo in modo sostenibile, riducendo l’impatto ambientale delle nostre attività e i costi a carico della collettività – commenta Alessandro Russo, presidente di Gruppo CAP e portavoce della Water Alliance -. Anche con i risultati di questo studio stiamo dimostrando che insieme possiamo migliorare l’efficacia della nostra azione ed essere ancora più responsabili nei confronti dei nostri territori”.

Riscontri positivi sono emersi dalle risultanze analitiche in particolare sul piano qualitativo per quanto riguarda lo stato ecologico degli ambienti acquatici.

Il monitoraggio è stato condotto su un’ampia gamma di parametri idraulici, chimico-fisici e biologici. E non sono mancate alcune piccole significative sorprese: per esempio la conferma che la tinca, un pesce autoctono, la cui presenza nei corsi d’acqua è sempre più rara, continua invece a proliferare a valle del depuratore di Lodi, nel tratto preso in esame da questa prima esperienza pilota.

Water Alliance – Acque di Lombardia” è la prima joint venture contrattuale tra aziende idriche in house della Lombardia. Il progetto coinvolge Gruppo CAP, BrianzAcque, Uniacque, Padania Acque, Gruppo Lario Reti, Sal, Pavia Acque e Secam, otto aziende in house del servizio idrico integrato che insieme garantiscono un servizio di qualità a oltre 5 milioni e mezzo di abitanti (più della metà dei cittadini lombardi) e che hanno deciso di fare squadra per coniugare il radicamento sul territorio e le migliori pratiche nella gestione pubblica dell'acqua. Il progetto ha il patrocinio di ANCI Lombardia e Confservizi Lombardia. Come aggregato, nel settore idrico le otto aziende sono seconde in Italia solo ad ACEA. Insieme servono poco meno di 1000 Comuni (976), dove erogano ogni anno oltre 500 milioni di metri cubi d’acqua, con 28mila km di rete di acquedotto e circa 3mila pozzi. I depuratori sono più di 500, ai quali confluiscono oltre 20mila km di rete fognaria. I ricavi complessivi si attestano sui 700 milioni. Nei prossimi cinque anni, le sette aziende investiranno oltre 800 milioni di euro.

Gruppo CAP
Il Gruppo CAP è una realtà industriale che gestisce il servizio idrico integrato sul territorio della Città Metropolitana di Milano e in diversi altri comuni delle province di Monza e Brianza, Pavia, Varese, Como secondo il modello in house providing, cioè garantendo il controllo pubblico degli enti soci nel rispetto dei principi di trasparenza, responsabilità e partecipazione. Attraverso un know how ultradecennale e le competenze del proprio personale coniuga la natura pubblica della risorsa idrica e della sua gestione con un’organizzazione manageriale del servizio idrico in grado di realizzare investimenti sul territorio e di accrescere la conoscenza attraverso strumenti informatici. Gestore unico della provincia di Milano per dimensione e patrimonio il Gruppo CAP si pone tra le più importanti monoutility nel panorama nazionale. Nel 2017 si è aggiudicato il premio assoluto Top Utility come migliore Utility italiana.

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