PranaVentures, ovvero il ritorno dei company builder

Dall'iniziativa di due imprenditori di lungo corso del comparto digital italiano, Alessio Semoli e Alessandro Bonaccorsi, nasce un venture capital con un modello di business destinato a rivoluzionare il settore

Milano 23 maggio 2018 - La storia del Venture Capital è costellata di casi in cui gli investitori si trasformano, a poco a poco, in imprenditori. Altrettanto spesso si incontrano ex imprenditori di un settore divenuti puri investitori, magari dopo una exit particolarmente favorevole. Recentemente ai due percorsi classici se n’è aggiunto un terzo, che solitamente dà vita a un “modello” alternativo di venture capitalism. In questo caso l’operatore anziché essere una semplice società o fondo d’investimento crea invece una holding per mettere a sistema le aziende partecipate e, se necessario, intervenire direttamente nella loro gestione. In tal modo l’investitore resta impegnato con le sfide tipiche della costruzione di una startup. Rimane, in altre parole, un “company builder”.

Non esiste, ovviamente, un unico modello. Ogni approccio differisce dall’altro. C’è chi conferisce più capitale, chi pretende più partecipazione, chi incuba o accelera soltanto aziende nate internamente e chi preferisce invece un modello misto. Il comun denominatore dei company builder è infatti la capacità di mettere a disposizione e utilizzare risorse tecnologiche e competenze imprenditoriali - oltre al capitale di ventura - per aiutare le aziende a sviluppare il loro business. In generale, però, l’elemento che più di altri differenzia il modello delle Company Builder dagli acceleratori d’impresa “tradizionali” è quello della capacità di mettere a disposizione delle aziende i servizi accessori che completano ogni attività aziendale, frutto solitamente delle passate esperienze dei responsabili del company builder. E’ quanto accade in PranaVentures, operational venture capital italiano che ha scelto proprio la formula del company builder per supportare il business delle imprese create o partecipate dalla holding. PranaVentures si deve all’iniziativa di due imprenditori con una lunga carriera “digital” alle spalle, Alessandro Bonaccorsi e Alessio Semoli, rispettivamente Presidente e Amministratore Delegato di PranaVentures, convinti che le aziende innovative necessitino, oltre che di risorse finanziarie, di un’indispensabile attività di mentoring su tutti quegli aspetti logistici e gestionali troppo spesso sottovalutati dai loro fondatori.

"Oggi le startup sono inserite con estrema velocità in contesti competitivi molto sfidanti, con all’interno, come unico vero asset, una forte competenza nel proprio core business e poco altro – spiega Alessandro Bonaccorsi, fondatore e Presidente di PranaVentures. – Occorrono modelli di venture che mettano a disposizione delle aziende un intero ventaglio di funzioni collaterali a quelle finanziare o tecnologiche, che vanno dall’assistenza legale, a quella sulle risorse umane, comprendendo talvolta persino aree di business dal valore strategico quali marketing o vendite. Sfruttare tali servizi dall’interno di una holding d’imprese, anziché ricorrere all’esterno, permette di risparmiare risorse finanziarie. Ma non solo: è molto difficile che qualcuno non strettamente vicino all’azienda, ai suoi valori e alla sua quotidianità, come ad esempio un consulente esterno, possa aggiungere vero valore alla gestione".

La Holding di PranaVentures comprende una serie di aziende a carattere innovativo, ciascuna attiva in uno specifico settore del mercato digital, che funzionano come centrali di servizi per tutte le altre occupanti dell’ecosistema. Particolare attenzione è posta, naturalmente, agli aspetti finanziari. Per una startup, infatti, ma anche per un’azienda meno “giovane” a carattere innovativo, abituate a “concentrarsi” sugli aspetti tecnologici del business, l’esistenza di una piattaforma condivisa di strumenti, dati, analisi dei kpi e monetizzazione delle strategie rappresenta un notevole apporto di valore sia nelle fasi di rapida crescita, sia nel caso malaugurato di scarso successo commerciale della startup. "Il supporto di un company builder passa attraverso metodi di misurazione costante in ambiente finanziario e sui KPI prettamente orientati al business – spiega ancora Bonaccorsi -. Questo significa individuare con tempestività gli eventuali errori strategici e correggerli se possibile o, in alternativa, permette comunque di abbandonare l’idea tenendo sotto controllo i flussi finanziari".

Il modello proposto da PranaVentures si pone in controtendenza rispetto a un mercato Italiano del venture caratterizzato da operatori cosiddetti “money manager”, in grado di fornire quasi esclusivamente soluzioni di breve periodo finalizzate a ottenere ulteriore capitale privato o, più comunemente, forme di accesso a risorse pubbliche (sotto forma di finanziamenti o di benefici fiscali) ma prive di visione complessiva e soprattutto di un adeguato piano d’azione. Una mancanza che spesso lascia le nuove imprese a carattere tecnologico schiacciate tra l’esigenza di crescere in fretta e la rapida mancanza di capitali.

"Se una startup commercializza beni o servizi innovativi, si troverà molto presto a fronteggiare una domanda interna limitata e la conseguente necessità, per crescere, di espandersi sui mercati internazionali – osserva Alessio Semoli, l’altro fondatore di PranaVetures -. Questa è un’operazione che richiede molti capitali finanziari e in un mercato come quello italiano sono davvero pochissime le realtà che riescono a percorrere questa strada, circa il 10% delle exit di successo".

Un approccio che oltretutto appare perfettamente in grado di adattarsi alla natura e alle attitudini del tessuto imprenditoriale italiano, fatto spesso di microimprese a carattere famigliare o amicale. In molti di questi casi, una risposta efficace può quindi essere il modello alternativo del company builder, basato su un mix di capitale finanziario, competenza tecnologica e opportunità commerciali, che offra alla startup più tempo e maggiori opportunità di svilupparsi orizzontalmente e consolidare il proprio core business, prima di competere a più alti livelli.

"Le startup sono realtà che tentano di crescere e ritagliarsi uno spazio nel mercato sulla base di quattro elementi prevalenti: idee innovative, capitale di investimento, duro lavoro e condivisione delle risorse. La mission di PranaVentures è supportarle in tutti e quattro gli aspetti, ma in particolare sull’ultimo. Siamo convinti, infatti, che il successo di ogni attività sia frutto, in tutti i casi, della strategia di gestione aziendale che meglio supporti l’idea di business. Siamo imprenditori, non speculatori finanziari. Scegliere questo tipo di approccio che privilegia gli aspetti di carattere imprenditoriale, a discapito di un assetto più orientato alla finanza, è stata una scelta naturale – conclude Semoli".

Un team digital "people" driven
I professionisti che hanno dato vita al progetto PranaVentures possono vantare tutti un profondo background tecnico, frutto di un’esperienza imprenditoriale ventennale che spazia praticamente in ogni settore del marketing digitale. La sintesi delle differenti competenze da vita a un vero e proprio ecosistema basato, innanzitutto sulle persone che ne fanno parte. Un approccio “people driven” voluto e messo in atto dai due fondatori della holding, Alessio Semoli e Alessandro Bonaccorsi, convinti che “il più grande asset di un azienda è sempre il suo capitale umano”.

Alessandro Bonaccorsi è uno dei pionieri dell’internet italiano e vanta una carriera ventennale interamente trascorsa alla guida di agenzie di digital marketing. Esperto di innovation marketing e advisor per i principali gruppi editoriali italiani, è fondatore e presidente di PranaVentures, ruolo attraverso il quale mette a disposizione delle aziende della holding il suo patrimonio di relazioni di mercato e la sua esperienza nei tanti “corto circuiti” operativi che ogni giorno possono mettere in forse la sopravvivenza di una startup.

Alessio Semoli è un innovatore italiano con una lunga storia imprenditoriale nel digital marketing, in particolare nelle tecnologie di analytics di cui, in Italia, è stato tra i primi a comprenderne e divulgarne il ruolo strategico per il business dei nuovi media. Formatore, autore di manuali di successo, professore presso l’Università IULM di Milano nel corso di laurea in Marketing e Comunicazione e docente presso la BusinessSchool de Il Sole 24 ore. Come fondatore e Amministratore delegato di PranaVentures ha deciso di mettere la sua esperienza al servizio dei più giovani occupandosi di investire nella crescita di aziende innovative.

Per maggiori informazioni:

PranaVentures srl
www.pranaventures.it

Aureliano Roio - Direttore Comunicazione & PR
mobile: 338 2879797
aureliano.roio@uptimize.it