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Come trattare le intolleranze alimentari con dietapersonalizzata.it

ECONOMIA E FINANZA
Come trattare le intolleranze alimentari con dietapersonalizzata.it

Camponogara, 14 Settembre 2018. Anche se non è possibile avere a disposizione dei numeri precisi per quanto riguarda la percuentuale di italiani affetti da intolleranze alimentari, secondo alcuni dei dati più recenti la cifra si aggira intorno al 10.7% della popolazione. Le statistiche ISTAT del 2016 affermano inoltre che ad essere maggiormente colpite dalle insofferenze alimentari sono soprattutto le donne e coloro che lavorano assiduamente e da lungo tempo.

A prescindere, però, da chi sia il soggetto attaccato, si deve ammettere che il problema delle intolleranze legate al cibo non può essere preso "sotto gamba", ma anzi deve essere trattato esplicitamente ed esaurientemente al fine di trovare soluzioni sempre migliori, innovative e pratiche.

Proprio per occuparsi più da vicino e più nello specifico di questo argomento, il sito web dietapersonalizzata.it ha aperto nella sua pagina una nuova sezione, dedicata appunto alle intolleranze alimentari: all'interno di quest'ultima si possono trovare consigli utili per ogni tipo di mal sopportazione dei cibi. Infatti, l'obiettivo principale del sito è quello di informare gli utenti su ogni forma di malessere o reazione a cui si può andare incontro e offrire poi dei consigli utili per ovviare a queste situazioni.

In particolare, si può osservare sulla pagina come vengano trattati nello specifico molti temi correlati alle intolleranze alimentari, per esempio il diabete o la celiachia, o ancora come conciliare le queste con una sana dieta vegetariana. Oltre, quindi, a trattare nello specifico i diversi tipi di allergia che possono colpire un individuo, dedicando ad ognuno di essi un apposito link in cui vengono elencati i sintomi e le modalità attraverso le quali riconoscerli, questo portale offre ai suoi utente moltissime informazioni su come trattate questo tipo di problema. Infatti, dopo aver spiegato esaurientemente cos'è un'intolleranza e come verificarne la presenza, la pagina illustra il procedimento con il quale si può tornare a mangiare in modo sano e senza sentire il peso dell'assenza di alcuni alimenti.

Pur essendo vero che non esistono analisi specifiche per l'individuazione di un'intolleranza, vi è comunque quello che viene chiamato "metodo di eliminazione" o "dieta di eliminazione": si tratta di una dieta rigidissima che prevede la completa eliminazione di ogni alimento che potrebbe causare gli effetti collaterali spiegati in precedenza. Il rigido regime alimentare può essere sviluppato in un periodo che va dalle 2 alle 8 settimane, poi si cominciano a reintrodurre gli alimenti in precedenza negati, logicamente in ordine, in modo tale che si possa verificare a quale dei cibi mangiati si è intolleranti. A questo punto, dopo aver individuato i colpevoli tra i vari sospettati, si può istituire una dieta meno rigida della prima, che si può tranquillamente accordare con un dietologo oppure cercare degli alimenti alternativi, ad esempio chi è intollerante al glutine ed ama la birra può scegliere di bere la birra senza glutine.

Questa dieta condurrà passo dopo passo l'individuo affetto da intolleranza alla reintroduzione di quei cibi che prima causavano i principali sintomi, ovviamente nella giusta misura indicata dal medico, in modo tale che chiunque sia succube di tale problema possa a poco a poco recuperare la tolleranza e riequilibrare il proprio regime alimentare.

Il portale propone anche un altro efficace metodo per ovviare alle necessità dei suoi utenti: si tratta della "dieta a rotazione". Il regime della dieta è ancora più rigido di quello previsto dalla dieta precedente, quella a eliminazione, poichè si prevede l'alternanza di tre giorni in cui l'alimento verrà completamente eliminato e un giorno in cui lo stesso verrà reintrodotto. Questo processo dovrà essere eseguito seguendo appunto la rotazione, quindi con costanza e tenacia. In questo modo, a detta degli esperti, il nostro organismo subisce una costante disintossicazione per quanto riguarda i cibi che fino a quel momento non si erano sopportati.

Oltre a offrire quindi due validissime soluzioni per ridurre le intolleranze ad alcuni tipi di cibo, il sito offre anche una selezione dei disturbi più frequenti e, di conseguenza, dei sintomi da essi derivanti. Come sottolineato dalla pagina, moltissimi individui soffrono di un tipo di intolleranza che non da malessere a livello intestinale, ma si manifesta in altri modi, ad esempio un semplice mal di testa o un'apparentemente banalissima acne.

Nel primo caso, le comuni emicranee possono presentarsi come un risultato di un'alimentazione scorretta, composta da cibi fritti e grassi, o dall'abuso di alcool; nel secondo caso invece, le eruzioni cutanee o i pruriti possono verificarsi molto spesso anche dopo giorni dall'assunzione dell'alimento al quale si è intolleranti e quindi rendersi visibile solo da un determinato momento in poi. Infatti, al contrario delle allergie, lo sfogo derivante da insofferenza alimentare si evolve con un procedimento molto lento.

Un altro sintomo che può essere collegato a questo tipo di problema è quello del gonfiore addominale, poichè gli alimenti che non vengono digeriti nel giusto modo si accumulano nell'intestino, nel quale grazie alla flora batterica fermentano.

Approfondimenti

Intolleranze alimentari: https://www.dietapersonalizzata.it/alimentazione/intolleranze-alimentari/

La piramide alimentare: https://www.dietapersonalizzata.it/piramide-alimentare/

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