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Chirurgia ortopedica robotica, Italia protagonista nel mondo grazie alla Clinica San Francesco di Verona

SALUTE E BENESSERE
Chirurgia ortopedica robotica, Italia protagonista nel mondo grazie alla Clinica San Francesco di Verona

Verona, 2 agosto 2018 - Era il 2011 quando Piergiuseppe Perazzini portava in Europa, più precisamente presso la Clinica San Francesco di Verona, una straordinaria e innovativa tecnica ortopedica robotica, che consentiva di applicare protesi di anca e ginocchio con un metodo mini-invasivo, più preciso e meno doloroso per il paziente rispetto alla procedura tradizionale.

Quella tecnologia inventata negli States, che a molti sembrava un azzardo, è divenuta oggi una certezza, grazie soprattutto all’incessante attività di ricerca e alle innovazioni digitali in campo medico.

Chirurgia robotica ortopedica: 7 anni di successi - Dal 2011 ad oggi la chirurgia mini-invasiva che utilizza il robot Rio Mako ha fatto passi da gigante. Il Centro di Ortopedia Robotica Europeo (CORE) della clinica veronese, struttura privata convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale, è divenuto un punto di riferimento a livello mondiale sia per i pazienti che devono ricorrere a protesi, sia per i giovani chirurghi desiderosi di formarsi in questo avveniristico campo. L'equipe di chirurgia ortopedica della Clinica San Francesco ha effettuato 1334 interventi di Makoplastica compartimentale o parziale di ginocchio, 100 di sostituzione totale di ginocchio e 554 di anca. Da novembre 2017, quando l'équipe di Perazzini ha effettuato per la prima volta in Italia cinque interventi di protesi totale di ginocchio con il braccio Rio Mako, la tecnica robotica viene utilizzata in tutte le patologie degenerative dell’articolazione, esclusi quei casi particolari che necessitano soluzioni specifiche.

I vantaggi della chirurgia robotica ortopedica - La robotica consente di ridurre drasticamente gli errori di posizionamento della protesi, le conseguenti complicazioni, il dolore avvertito dal paziente e i suoi tempi di recupero. Nello specifico, la precisione del braccio robotico guidato dal chirurgo umano - il suo margine di errore è inferiore al millimetro - consente di operare senza intaccare i tessuti sani circostanti. La sostituzione totale dell'articolazione è considerata una delle più grandi innovazioni in campo ortopedico: il tasso di interventi è praticamente quadruplicato nell'ultimo decennio e continuerà a crescere, complici l'invecchiamento della popolazione e l’aumento di problemi di sovrappeso e sedentarietà.

Il digitale in sala operatoria: gli scenari - L'innovazione tecnologica e la crescente domanda di operazioni mini-invasive stanno accompagnando il settore in una nuova fase. I risultati ottenuti dalla ricerca stanno aprendo la strada ad altre applicazioni chirurgiche robotiche, non soltanto in campo ortopedico. Un orizzonte fatto di intelligenza artificiale, realtà aumentata e apprendimento automatico: il potenziale della chirurgia robotica è immenso, così come la competizione nell'industria biomedica. Lo testimoniamo i numeri, seppur ipotetici: gli analisti dicono che il mercato mondiale della chirurgia robotica sfiorerà i 100 miliardi entro il 2024 e quello dei robot chirurgici gli 11 miliardi entro il 2023, con un tasso annuo di crescita del 21,9%. La prossima sfida sarà integrare i big data, l'intelligenza artificiale e gli algoritmi di machine learning all’interno delle consolle, non solo per aiutare la mano del chirurgo ma anche per supporto alla diagnosi, facendo della chirurgia robotica un'attività sempre più performante, flessibile e meno costosa.

Per maggiori informazioni:
Clinica San Francesco
Via Monte Ortigara, 21/B - Verona
www.clinicasanfrancesco.it

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