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Arte: dipinti diventano tridimensionali per essere 'visti' da non vedenti

Progetto per Annunciazione del Beato Angelico a Firenze

Affreschi e pitture che diventano tridimensionali e che possono essere toccate dai non vedenti. E' il progetto T-vedO, realizzato dall'Università di Firenze con un finanziamento regionale e in collaborazione con il Comune di Firenze, presentato stamani durante il convegno ''Museums and the web'', che raccoglie a Palazzo Vecchio oltre 330 esperti di arte, musei e innovazioni digitali provenienti da tutto il mondo, in corso fino a domani e ideato da Laura Longo, Stefania Chipa e Ilaria D'Uva. Il progetto ha riguardato in particolare due affreschi, la Resurrezione di Tabita della Cappella Brancacci, e l'Annunciazione del Beato Angelico nella Basilica di San Marco.

''Ormai da diversi anni - ha spiegato la professoressa Monica Carfagni - è possibile avere copie tattili in scala di oggetti d'arte tridimensionali come sculture, manufatti archeologici, bassorilievi e monumenti. Si tratta di oggetti spesso realizzati a mano da artigiani specializzati o artisti, e molto costosi. Negli ultimi anni sono state utilizzate anche tecniche avanzate e stampanti tridimensionali per ottenere risultati apprezzabili. Ma il problema pareva insuperabile con i dipinti, soprattutto gli affreschi di grandi dimensioni, di cui è possibile creare bassorilievi ma che spesso non consentono una definizione di dettagli sufficiente per far percepire la meraviglia dell'opera originale''.

Il progetto T-vedO ovvia proprio a questi problemi: l'università (Facoltà di ingegneria, dipartimento di meccanica e tecnologie industriali) ha sviluppato un software innovativo che, partendo da una acquisizione fotografica, realizza un modello 3D dell'opera e poi lo stampa. I prototipi sono stai appunto realizzati per il museo civico della Cappella Brancacci e per San Marco: in questo caso la versione tattile dell'Annunciazione è già presente nel museo.

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