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La proposta di Culturalia: opere d'arte 'inutilizzate' siano esposte negli alberghi

Mibact e Federalberghi accolgono con interesse proposta Culturalia di dare agli hotel italiani in comodato d'uso beni inutilizzati

CULTURA
La proposta di Culturalia: opere d'arte 'inutilizzate' siano esposte negli alberghi

Offrire in comodato d’uso agli alberghi italiani opere e beni culturali che giacciono inutilizzati negli scantinati dei musei. E’ la proposta che Adnkronos Culturalia ha lanciato durante i lavori del forum 'L’Italia che non ti aspetti', promosso da Adnkronos e svoltosi oggi nella sede del Palazzo dell’Informazione. (Video)

Pronti a trasformare in realtà l'ipotesi di Culturalia gli imprenditori di Federalberghi: "Troppe volte - dichiara il presidente Bernabò Bocca - le soffitte dei musei sono piene di opere d'arte che sarebbero tranquillamente ospitate all'interno della hall dei 34mila alberghi italiani nei quali transitano turisti di tutto il mondo, che vorrebbero apprezzare quanto il nostro Paese è in grado di offrire. Noi appoggiamo pienamente la proposta di Culturalia".

"Noi non abbiamo preclusioni - dice il sottosegretario ai Beni culturali Ilaria Borletti Buitoni nel corso del Forum promosso da Culturalia 'L'Italia che non ti aspetti', tenutosi oggi nella sede del Palazzo dell'Informazione - La proposta è suggestiva, naturalmente va valutata molto attentamente. Questo non perché io voglia dequalificare la possibilità di uno spazio legato ad un albergo ma perché si parla di opere d'arte che hanno un soggetto di notifica molto specifico. La proposta va dunque valutata all'interno di un quadro più preciso".

A lanciare oggi questa proposta sono stati il ceo di Culturalia, Guido Talarico, e il presidente, Mario Caligiuri. "Culturalia - evidenzia Talarico che è anche Vice Presidente del Gruppo Adnkronos - è un progetto che nasce dentro l'Adnkronos per dare sostegno agli operatori del settore, perché la cultura è un patrimonio importante di questo Paese e non è sfruttata adeguatamente. Ecco, noi vogliamo dare un sostegno reale a pubblico e privato. La proposta di oggi ha, infatti, un duplice obiettivo: valorizzare il patrimonio artistico e culturale e sostenere il sistema turistico italiano.

Fra i primi ad esprimere un plauso convinto alla proposta di Culturalia, il sindaco di Matera, Salvatore Adduce. Anche Caligiuri pone l'accento sulla utilità pratica dell'ipotesi allo studio facendo notare come nelle sovrintendenze dei musei vi siano "tante opere d'arte e reperti archeologici che per motivi di spazio e ragioni organizzative non possono essere esposti. Opere che, invece, potrebbero essere, almeno in parte, messe in luce negli alberghi italiani, creando un accordo tra Federalberghi e ministero". Non solo. Secondo Caligiuri un'altra strada aggiuntiva potrebbe essere quella di "mettere insieme i proprietari dei beni che si trovano nei luoghi più inaccessibili del nostro paese ed i privati che intendono valorizzarli. La cultura è fondamentale per lo sviluppo per superare la crisi economica e sociale e in questo quadro è fondamentale una collaborazione tra pubblico e privato".

Insomma è questione di sinergie e lo stesso sottosegretario Borletti Buitoni lo rileva facendo osservare che, sebbene "i tabù che bloccano il sistema culturale italiano siano superati grazie all'Art Bonus e alla riforma del dicastero, adesso ci vogliono risorse, strategie con tempi lunghi e un impegno a 360 gradi da parte di tutti i protagonisti della valorizzazione e cioè Stato, enti locali e privati che finalmente non vengono più guardati come fossero un elemento negativo o pericoloso. Solo attraverso una collaborazione fra questi interlocutori -rimarca- si può approdare ad una strategia che abbia senso e duratura nel tempo".

Non poteva mancare il punto di vista di Federculture: "E' chiarissimo a tutti - fa notare il presidente Roberto Grossi ai partecipanti del Forum - che l'Italia per uscire dalla crisi deve valorizzare i propri asset tra i quali c'è il patrimonio culturale. Ed è altrettanto chiaro che questo grandissimo patrimonio è mal gestito, non viene organizzato né valorizzato a sufficienza. Come fare? Il settore pubblico non ce la fa. Franceschini - dice - ha fatto passi in avanti sia con l'Art Bonus, che introduce importantissime facilitazioni per i privati che vogliono investire, sia con la riforma del dicastero, ma non è ancora abbastanza".

"Occorre, quindi - torna a bomba Grossi - che i privati entrino in gioco per organizzare meglio quello che il pubblico non può fare. E la proposta di Culturalia rompe un ghiaccio e merita quindi di essere esaminata attentamente per valutarne la fattibilità. Ormai è cronica, infatti, l'incapacità dei musei statali e dei musei degli enti locali di valorizzare le bellezze del nostro Paese. Bisogna quindi che non solo gli alberghi ma anche il privato sociale possano fare la loro parte per valorizzare quello che c'è, a condizioni molto chiare e con vantaggio reciproco di migliorare le perfomance del singolo albergo e di far conoscere i tesori che altrimenti rimarrebbero nel grigiore e nell'oblio".

Significativa dell'importanza e del buon esito dell'incontro fra pubblico e privato è l'esperienza raccontata da Marcello Smarrelli, direttore artistico della Fondazione Ermanno Casoli: "Quando la Fondazione, nata dalla costola della grande azienda manifatturiera di Fabbriano 'Elica', mi ha invitato ad assumere la direzione artistica della Fondazione mi sono chiesto cosa la cultura potesse fare per le aziende e non, come avviene sempre, il contrario. Ed è così che, insieme a Deborah Carè, abbiamo messo a punto un format per la formazione che vede l'artista, il formatore manageriale e il curatore lavorare insieme per sviluppare il progetto funzionale alle necessità dell'azienda. Un metodo che ha funzionato e che abbiamo reso esportabile in tutte le aziende. Ad utilizzarlo fra le altre, Leroy Merlin".

Commenti
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12 / 03 - 20:01 |
Arnaldo dé Roma
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Proposte di questo tipo le avevo pubblicate su il periodico " Il Ponte" più di 30 anni fa.....Recentemente ho fatto anche la proposta d vendere una parte ( quella meno importante ) del patrimonio di reperto archeologici depositati nei magazzini dei Musei. Una stima ( anche se di massima... ) può ipotizzare a oltre 500.000 i pezzi immagazzinati, Tenuto conto che questa situazione costa cara per uso di grandi spazi da custodire, il pericolo di furti, pauperamento per abbandono: Inoltre potrebbero essere privilegiati i Musei Esteri.... che mostrandoli farebbero una gratuita pubblicità ai territori di loro provenienza.