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Andrea Preti: dalla moda al cinema, pensando ad Hollywood

Il 14 maggio esce il suo primo film da regista ma il 26enne ha già in cantiere una coproduzione internazionale

SPETTACOLO
Andrea Preti: dalla moda al cinema, pensando ad Hollywood /Video

di Antonella Nesi

Da modello ha sfilato in tutto il mondo per le più prestigiose case di moda e da qualche settimana è protagonista delle cronache rosa per un presunto flirt con Eleonora Berlusconi, ma in questi giorni il 26enne Andrea Preti tiene a battesimo il suo primo film da regista, 'One more day'. Un lungometraggio che ha scritto, diretto ed anche interpretato e che uscirà nelle sale il 14 maggio, proprio il giorno dopo l'apertura del Festival di Cannes, dove presenterà, nella sezione mercato, il teaser del suo secondo progetto da regista, 'In loving Memory', una coproduzione internazionale che potrebbe vedere protagonista, oltre allo stesso Preti, l'attore britannico Henry Cavill, il divo che ha vestito i panni dl Superman nei due capitoli del reboot della saga del supereroe, 'L'uomo d'acciaio' del 2013 e 'Batman vs Superman' atteso per il maggio 2016.

"Ho sempre desiderato fare cinema", dice Andrea all'Adnkronos (GUARDA LA VIDEOINTERVISTA). E infatti, con gli anni delle passerelle si è finanziato gli studi di cinema in America, tra Los Angeles e New York. La sua opera prima per il cinema, 'One more day', racconta storia molto personale e vicina alla sua famiglia. "Avevo una storia vera che sentivo di voler raccontare con urgenza”, spiega il regista ed attore, che è anche interprete del film con Stefania Rocca. I due protagonisti Emanuele (Preti) e Giulia (Rocca) vivono una storia d'amore, grazie alla quale entrambi troveranno la forza di affrontare le loro sfide più grandi: lei la malattia, lui il senso di colpa per la morte del padre.

"Il film -racconta Andrea- affronta tematiche importanti che ricordano molto quello che è successo ad una persona della mia famiglia. È un film sulla difficoltà e insieme l'importanza della comunicazione, su quanto piccoli gesti, anche una parola, possano fare la differenza nella vita. Di questo film vorrei che rimanessero l'emozione e il coraggio che può avere un ragazzo di 25 anni, il coraggio di amare, di vivere i propri sentimenti". "Ciò che mi ha colpito di 'One More Day' e che mi ha spinto a partecipare al film -gli fa eco Stefania Rocca- sono la solitudine dei due personaggi e la forza che ritrovano di vivere, almeno per un attimo, un momento di felicità, anche quando sanno che sarà l’ultimo".

Nonostante fosse già noto negli ambienti dello showbiz, Preti ammette di aver incontrato "tantissime difficoltà" per trovare una produzione e una distribuzione per il suo film: "In Italia -sottolinea- non danno credito ai ragazzi giovani. Qui si tende a dare credito a persone che sono nell'ambiente da tanti anni, ad andare sul sicuro. Ma non dare credibilità ai giovani è un grandisimo sbaglio che si fa in Italia. Conosco tanti miei coetanei italiani che in america lavorano a produzioni immense e in Italia non avevano avuto spazio. E questo è molto triste".

Lui però non si è dato per vinto ed anzi, dopo aver portato a compimento il primo film, ha scritto il secondo, che ha ambizioni notevoli e che, non a caso, guarda ad Hollywood: "Ho scritto questo secondo film, 'In loving memory', con Heidrun Schleef ed uno staff importante. È un progetto bellissimo che parla di omosessualità e omofobia. La storia, ambientata nel Sud Italia del tardo ’800, vuole essere una denuncia per riflettere sulla 'diversità' e combattere i pregiudizi ancora diffusi. Può ricordare una sorta di 'Brokeback mountain' ottocentesco", dice.

Quanto ti ha aiutato la tua esperienza nel mondo della moda nel passaggio al cinema? "Mi ha aiutato tanto, intanto dandomi la possibilità di viaggiare e di comunicare, di confrontarmi con persone completamente diverse tra loro. Questo mi ha aiutato ad avere una visione più ampia dell'immagine, della perfezione e anche dei disturbi".

Tu che hai sfilato per i più grandi stilisti italiani ed internazionali, cosa pensi del dibattito sull'anoressia in passerella e della legge francese che vuole vietare l'utilizzo di modelle troppo sotto peso? "Trovo sacrosanta la proposta di legge approvata in Francia. In pochi sanno, fra l'altro, che l'anoressia è un fenomeno molto comune anche tra i modelli uomini. E trovo ridicolo che nel 2015 si faccia violenza su ragazzi giovanissimi quasi obbligandoli a perdere delle taglie per vestirsi". Perché succede? "È triste a dirsi ma spesso banalmente anche per un risparmio di materiale, di tessuti preziosi. O perché ci sono dei prototipi su delle taglie ed è più semplice che restino quelle. Per fortuna nelle grandi case di moda, da Dolce e Gabbana, a Vuitton ad Armani, almeno nella mia esperienza, non succede perché questi stilisti vogliono la bellezza, la perfezione e quindi vogliono corpi sani. Purtroppo spesso invece mancano i corpi sani in altre passerelle".

In questi giorni a Roma Ben Stiller sta girando 'Zoolander 2', il sequel del suo film parodia sul mondo della moda. Hai mai pensato di fare un film su questo mondo? "Mi piacerebbe tantissimo. Ma è un mondo veramente molto delicato e quindi o lo racconti bene con tutte le sue sfaccettature e i suoi compromessi o lasci perdere. A meno che non fai come Ben Stiller e fai una cosa molto comica, che trovo divertentissima". Ne hai incontrati tanti di 'Zoolander' sul tuo cammino? "Anche io all'inizio ero un po' Zoolander. E trovo molto divertente che si scherzi sui tic dei modelli e anche sul poco sale in zucca che hanno molti modelli perché passano troppo tempo davanti allo specchio e poco a studiare e a crescere".

Quanto infine al gossip su una liason con Eleonora Berlusconi, Andrea taglia corto: "Io posso dire solo una cosa. Non dirò mai quello che vorreste sentirvi dire. Conosco benissimo Eleonora Berlusconi -aggiunge Andrea- siamo carissimi amici. Ma della nostra vita privata, quindi della sua e della mia non mi va di parlare. Non penso sia importante. Tutto qui", conclude.

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