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Eugenio Franceschini: "In 'Grand Hotel' ho messo del mio"

La serie diretta Luca Ribuoli in onda su Rai1 dall'1 settembre

SPETTACOLO
Eugenio Franceschini: In 'Grand Hotel' ho messo del mio

"In Pietro ho messo del mio, è un popolano, un ragazzo delle campagne venete come più o meno sono io, ho cercato di portare nel ruolo quell'essere popolano veneto che mi appartiene, tra il 'volgare' e il bigotto ma con simpatia". Eugenio Franceschini (classe 1991), al suo esordio in tv come protagonista di 'Grand Hotel', la serie diretta Luca Ribuoli in onda su Rai1 dall'1 settembre, parla così all'AdnKronos del suo personaggio, Pietro Neri.

La vicenda è ambientata nel 1905: dalla provincia italiana il giovane Pietro Neri arriva al Grand Hotel Paradiso, un lussuoso albergo in una splendida valle alpina. Spacciandosi per cameriere, vuole indagare sulla scomparsa di sua sorella Caterina, che lavorava nell'hotel. La sua strada incrocerà così quella di Adele Alibrandi, l’aristocratica figlia della proprietaria dell’albergo. La differenza di classe non impedirà ai due giovani di innamorarsi e di scoprire la verità su Caterina e sui misteri legati alla sua scomparsa. In sostanza un melodramma storico tinto di giallo e di mistero sullo sfondo della Belle Époque.

"Il risultato non l'ho visto, non ne ho avuto il modo, giusto un paio di scene che ho dovuto doppiare. Penso che per la prima puntata faremo un gruppo d'ascolto con almeno una parte del cast", dice Franceschini. Di sicuro il suo primo spettatore sarà il padre e collega Gianni, pittore e figura storica del settore dell’animazione teatrale, del teatro ragazzi e del teatro di popolare e di ricerca, con cui il figlio ha mosso i primi passi come attore bambino.

"Eugenio è molto autonomo e riesce a regolarsi bene nel mestiere e nei suoi 'contorni', stiamo a vedere come sarà il suo lavoro in 'Grand Hotel' -dice Gianni Franceschini all'AdnKronos- fra chi lo conosce c'è grande curiosità". Buoni consigli durante le riprese? "La regola è non interferire, giravano a due passi, in Trentino, ma abbiamo evitato anche solo di andare a trovarlo".

Fra i 'contorni' del mestiere, come li chiama suo padre, se 'Grand Hotel' avrà buoni ascolti ci sarà anche una notorietà quotidiana, l'essere riconosciuto per strada ad esempio, che solo la serialità televisiva può regalare a un attore. Franceschini ha al suo attivo un buon numero di spettacoli teatrali, non solo come attore bambino nella compagnia di famiglia, e, dal 2012, i ruoli in ben sei film, a partire da 'Bianca come il latte, rossa come il sangue' di Giacomo Campiotti, per proseguire con 'Una famiglia perfetta' di Paolo Genovese, 'Sapore di te' di Carlo Vanzina, 'Maldamore' di Agelo Longoni, 'La luna su Torino' di Davide Ferrario e 'Fango e Gloria - La Grande Guerra' di Leonardo Tiberi.

"Mi hanno detto che quando vai in tv le cose cambiano, di prepararmi alla gente che ti ferma e ti parla come se fossi il tuo personaggio. Non credo che mi dispiacerà -confessa Franceschini- o almeno che non ne resterò 'vittima' visto che non ho una gran stabilità relazionale, non sto mai fermo, oggi in un luogo domani in un altro".

Quanto ai luoghi di 'Grand Hotel', "abbiamo girato in Trentino in diverse location al confine con l'Austria, e l'albergo delle riprese si trova in mezzo alle montagne trentine, in un paesino. Questo per gli esterni, gli interni li abbiamo girati negli studios di via Tiburtina, a Roma, dove tutto è stato ricostruito in modo meraviglioso, come il pazzesco salone del Grand Hotel", racconta Franceschini.

Fra i tre elementi fondamentali della produzione (firmata da Cattleya in collaborazione con Rai Fiction e in coproduzione con Beta Film), l'ambientazione storica, l'elemento 'giallo' e quello 'rosa', per Franceschini c'è equilibrio: "Gli 'ingredienti' mi sono sembrati equlibrati, non mi pare che ci sia un colore predominate", dice l'attore che quanto alla componente amorosa della vicenda si lascia sfuggire che "di scene torride ce ne sono diverse", anzitutto fra lui e la protagonista femminile, Valentina Bellè nei panni di Adele Alibrandi.

"Eugenio e Valentina sono perfetti interpreti di questi due personaggi, archetipi del melò e del noir -scrive Ribuoli nelle note di regia- Eugenio è bello e semplice, appassionato e dolce. Spinti dal suo sguardo puro e dalla sua forza, lo seguiamo curiosi dentro questo mondo di luci e oscurità. Valentina è una giovane donna bella e intelligente. Logica, impertinente, romantica. Amante della bellezza interpreta con raffinata eleganza il ruolo di Adele".

"Sono rimasto sorpreso dalle loro qualità, come sono rimasto sorpreso dalle qualità di tutto il cast di cui vado particolarmente fiero. La maggior parte di loro non ha trent’anni e ha vissuto con nuova professionalità il mestiere dell’attore. Sono portatori di una energia diretta e incontaminata, che si chiama ancora determinazione. La stessa determinazione -sottolinea il regista- di cui avevo bisogno per raccontare i personaggi che nel micro mondo del Grand Hotel vogliono emergere per diventare quello che sognano".

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