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Applausi convinti per il gangster Johnny Depp in 'Black Mass'

Il divo in laguna con la moglie Amber Heard, a sua volta nel cast di 'The danish girl' in concorso domani

SPETTACOLO
Applausi convinti per il gangster Johnny Depp in 'Black Mass'

Johnny Depp nei panni di Whitey Bulge in una scena del film

Un lungo e convinto applauso ha accolto la prima proiezione al Lido di Venezia, per critici e giornalisti, dell'atteso 'Black Mass', trasposizione dell’omonimo romanzo di Dick Lehr e Gerald O’Neill diretta da Scott Cooper, in cui Johnny Depp, arrivato in laguna in laguna insieme alla moglie Amber Heard (nel cast di 'The Danish Girl', l'attesissimo film di Tom Hooper in concorso domani), veste i panni di Whitey Bulge, un grande criminale realmente esistito nella Boston degli anni '70. Ottimo inizio dunque per il Depp day alla 72esima Mostra del Cinema.

'Black Mass', fuori concorso, racconta la storia del criminale che venne ingaggiato dall'Fbi come informatore nella speranza di eliminare un nemico comune, ovvero la mafia italiana. Una situazione che Bulge volse a proprio totale vantaggio, eludendo la legge, consolidando il proprio potere e diventando uno dei gangster più spietati e potenti nella storia di Boston. Il film è interpretato anche da Joel Edgerton, Benedict Cumberbatch, Rory Cochrane, Jesse Plemons, Dakota Johnson, Peter Sarsgaard e Kevin Bacon.

Sempre fuori concorso passa oggi il documentario del Leone d'Oro alla Carriera dello scorso anno Frederick Wiseman 'In Jackson Heights'. che torna a Venezia per raccontare l'omonimo quartiere newyorchese, all'interno del Queens, vero e proprio crocevia di culture e lingue diverse, dove vivono immigrati provenienti da Sud America, Messico, Bangladesh, Pakistan, Afghanistan, India e Cina. Il film, girato nel corso di otto settimane nell’estate del 2014, segue la vita degli abitanti di Jackson Heights, il loro lavoro, i centri di aggregazione religiosi e politici, le loro vite culturali e sociali, perennemente in bilico tra la volontà di rimanere legati alle tradizioni dei paesi di origine e la necessità di adattamento allo stile di vita americano.

In concorso sfilano invece due film molto diversi 'Francofonia' di Alexander Sokurov e 'Marguerite' del francese Xavier Giannoli. Dopo aver vinto il Leone d’oro 2011 Sokurov porta questa volta al Lido una riflessione sulla forza dell’arte e su come si relazioni al potere Usando una spettacolare messa in scena che mescola opere d’arte, ricostruzioni storiche, archivi e testimonianze, 'Francofonia' si occupa di cosa l’arte riesce a raccontare di noi stessi anche durante uno dei più sanguinari conflitti che il mondo abbia mai visto, ovvero l'ascesa del Nazismo e la Seconda Guerra Mondiale vista dalla Francia. L’autore torna in questo film, anni dopo 'Arca russa, a girare in un museo: questa volta nel Louvre di Parigi.

Il film di Giannoli è invece ispirato alla vera storia del “soprano peggiore del mondo” Florence Foster Jenkins, il film racconta la vita di Marguerite Dumont, una ricca signora che credeva di avere una voce meravigliosa. La storia è ambientata nel 1921, in un grande castello non lontano da Parigi, dove Margherita, la proprietaria, è ricca e dedica tutto il suo tempo alla sua passione: la musica. Ama cantare, lo fa con tutta la dedizione possibile, ma è terribilmente stonata. Si esibisce per un piccolo pubblico ipocrita, che segretamente ride alle sue spalle. Quando un giovane giornalista scrive un articolo lusinghiero sulla sua performance, Margherita inizia a credere sempre di più nel suo talento e vorrebbe esibirsi per la prima volta in pubblico. Il film è liberamente ispirato alla vita del soprano americano Florence Foster Jenkins, che diventò famosa grazie al suo canto “minimamente accademico” tra il 1930 e il 1940.

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