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Da 'Brutti sporchi e cattivi' a 'C'eravamo tanto amati', i film capolavoro di Scola

SPETTACOLO
Da 'Brutti sporchi e cattivi' a 'C'eravamo tanto amati', i film capolavoro di Scola /Guarda

Ettore Scola ci ha lasciato a 84 anni. Nella sua carriera, oltre al premio ricevuto a Cannes per la Miglior Regia con 'Brutti, sporchi e cattivi', Scola ha vinto 8 David di Donatello e ottenuto 4 candidature all'Oscar con 'Una giornata particolare', 'I nuovi' mostri', 'Ballando ballando' e 'La famiglia'.

Sono tanti i capolavori che ci ha lasciato, a cominciare da quello che lo consacrò nell'Olimpo dei grandi, 'C'eravamo tanto amati' (1974).

La pellicola ripercorre un trentennio di storia italiana attraverso le vicende di tre amici, gli indimenticabili Vittorio Gassman, Nino Manfredi e Stefano Satta Flores. Anche Marcello Mastroianni e Federico Fellini parteciparono alla celebre pellicola, che il regista volle dedicare a Vittorio De Sica.

Gli anni Settanta furono sicuramente il periodo d'oro del regista, che riuscì a inanellare una serie di opere cinematografiche destinate a diventare capisaldi del nostro cinema nel mondo: tra queste 'Brutti, sporchi e cattivi' (1976), che ebbe come protagonista ancora una volta Nino Manfredi in una storia sulla periferia romana dei primi anni '70 e sulle miserie morali e materiali.

E' poi la volta del poetico 'Una giornata particolare' (1977) con Marcello Mastroianni e Sophia Loren, in cui si racconta la storia della visita del Fuhrer a Roma: Antonietta (Loren), casalinga madre di sei figli, e Gabriele (Mastroianni), ex annunciatore radiofonico, abitano vicino ma si incontrano per la prima volta quel giorno. Dopo una diffidenza, il loro rapporto diventa sempre più complice e i due finiscono per farsi compagnia. Antonietta, però, è particolarmente turbata da questo incontro.

E ancora 'La Terrazza' (1980), perfetto esempio della commedia all'italiana con Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Jean-Louis Trintignant e Marcello Mastroianni. In una serata mondana, su una terrazza romana, si intrecciano le vite e le esperienze di personaggi non più giovani e dal lavoro nella comunicazione: lo sceneggiatore Enrico che, nonostante la moglie tenti di risollevarlo, è in profonda crisi; Amedeo il produttore che, per scelta, finanzia solo film popolari di serie B; Luigi, giornalista lasciato dalla moglie che si lascia andare fino a perdere il lavoro; Sergio, che sognava di diventare uno scrittore e si è accontentato di un lavoro in televisione.

Al 33esimo Festival di Cannes, la pellicola riuscì a portare a casa il premio per la migliore sceneggiatura e il premio per la miglior attrice non protagonista, Carla Gravina; lo stesso Scola ricevette la nomination come miglior regista.

Anche negli anni Ottanta e Novanta la creatività di Scola seppe partorire opere indiscusse: in 'Maccheroni' (1985) viene raccontata la storia di un manager di una famosa industria aeronautica americana che arriva a Napoli per stipulare delle commesse. E per lui si tratta di un ritorno: tanti anni prima, durante la II guerra mondiale, era nell'esercito alleato che aveva liberato l'Italia dal nazifascismo. Proprio nel capoluogo campano, aveva avuto una relazione con una giovane donna, Maria Jasiello. Capita così che nel suo albergo si presenta Antonio, il fratello maggiore di Maria.

In 'La famiglia' (1987), attraverso la saga di una famiglia e avvalendosi di grandi attori come Vittorio Gassman, Stefania Sandrelli e Fanny Ardant, il regista ripercorre 80 anni di storia (1906-1986) visti dall'interno di un appartamento del quartiere Prati a Roma.

In 'Concorrenza sleale' (2001), interpretato da Diego Abatantuono, Sergio Castellitto e Gérard Depardieu, Scola affronta il tema delle leggi razziali. Siamo a Roma, nel 1938: Umberto Melchiorri e Leone Della Rocca sono commercianti di stoffa sulla stessa via che si fanno concorrenza, cercando di attirare i clienti. Il loro rapporto cambia inevitabilmente dopo la promulgazione delle leggi razziali, perché Della Rocca è un ebreo romano.

Infine, 'Che strano chiamarsi Federico' (2013), l'ultimo film diretto da Ettore Scola e scritto insieme alle figlie Paola e Silvia. "Un piccolo ritratto di un grande personaggio", Federico Fellini, lo ha definito lo stesso regista. Presentato alla 70esima Mostra d'arte cinematografica di Venezia, ha ottenuto il premio 'Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker'.

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