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Sabina Guzzanti: "Quando la tv era libera scatenava una grande partecipazione"

SPETTACOLO
Sabina Guzzanti: Quando la tv era libera scatenava una grande partecipazione

"La televisione, quando era libera, scatenava una grande partecipazione. La gente si arrabbiava e aveva la sensazione che le cose potessero cambiare. Oggi questa sensazione non c’è più. Ti riempiono la testa di programmi che sono fatti apposta per renderci passivi. la vita si è fatta angosciante, l’istinto ci porta alla fuga perché non vuoi pensare a niente e ti riempiono la testa di cose stupide e grette". Sabina Guzzanti, ospite oggi del Giffoni Film Festival, sollecitata dalle tante domande dei ragazzi, ha parlato anche di televisione.

E, naturalmente, del suo ritorno con 'Tg Porco' su La7: "Ho qualche problema a lavorare in televisione, mi cacciano sempre. Ora mi hanno fatto tornare grazie al Tg Porco che ho girato a casa mia con un green screen, un prodotto fatto in casa, solo per la circolazione web, ma abbiamo fatto una decina di milioni di visualizzazioni".

Non manca un riferimento critico al modo di fare giornalismo di questo periodo storico e del perché: "La questione delle persone che fanno informazione e non vengono pagate non riguarda solo internet, ci sono anche testate non indipendenti che pagano niente o quasi i loro collaboratori e questo accade anche nei giornali cartacei".

"Poi ci chiediamo - continua - perché il giornalismo italiano è così vile, è così inconsistente. Tuttavia bisogna anche sapere che i giornalisti, soprattutto se non fanno parte di quella generazione che viene considerata privilegiata, arrivano a guadagnare anche 2 euro ad articolo, 30 euro ad inchiesta. Questo è uno dei tanti modi per censurare l'informazione perché è chiaro che se la gente non può vivere con questo lavoro è come dire che non può farlo".

"La stessa cosa - osserva Sabina Guzzanti - accade per la cultura. Quando ti dicono che non vogliono finanziare la cultura, quella è censura. Dicono che con la cultura non si mangia ma questo festival, per esempio, sicuramente ha fatto bene all'economia della zona. Non è che la cultura non porti indotto, è che semplicemente preferiscono fare soldi con mezzi che mantengono la gente sotto controllo e non permettono che la creatività venga liberata.

"Non capisco perché alla Fiat - aggiunge - devono dare dei miliardi, che poi intascano loro e portano le fabbriche all'estero. Questo non restituisce nulla alle famiglie italiane che con i soldi delle loro tasse hanno tappato i buchi di dirigenti spesso incapaci: quelli sono i soldi pubblici buttati, non quelli per il cinema che produce denaro. Il vero problema è che il cinema non produce solo denaro ma produce anche indipendenza e libertà".

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