Sting e Gedolf alla Galleria dell'Accademia per i Prigioni di Michelangelo

Due star al museo: Sting e Bob Gedolf hanno visitato la Galleria dell'Accademia di Firenze dove hanno potuto ammirare gli interventi realizzati in passato sui Prigioni michelangioleschi e dedicati proprio a Sting e sua moglie Trudie Styler, per il loro impegno nel sociale, e alla memoria della figlia di Gedolf, Peaches, scomparsa prematuramente. Sting e Gedolf sono stati accompagnati, ieri a museo aperto e alla presenza del direttore della Galleria Cecilie Hollberg, da Simonetta Brandolini d’Adda, Presidente della Fondazione Friends of Florence. Gli interventi sui Prigioni furono finanziati appunto da Friends of Florence, tramite una donazione dalla Sager Family Foundation, e dedicati anche a Brandolini D'Adda per l’attività nel mondo della cultura.

I Prigioni di Michelangelo Buonarroti sono in realtà un gruppo di sei statue, realizzate per la tomba di Giulio II nella sua versione più grandiosa e mai realizzata. Due statue che sono sostanzialmente finite e risalgono al 1513 (Schiavo morente e Schiavo ribelle) circa si trovano al Louvre. Le quattro statue conservate alla Galleria dell'Accademia (Schiavo giovane, Schiavo barbuto, Atlante, Schiavo che si ridesta) sono non finite e risalgono al 1525-1530. Esiste anche un quinto Prigione fiorentino, nei depositi di Casa Buonarroti, compatibile per dimensioni e forse citato da Vasari che parlò di cinque figure abbozzate nelle collezioni di Cosimo, che si trovava in una nicchia nel secondo cortile di Palazzo Pitti. L'attribuzione a Michelangelo è però assai dubbia per la pessima qualità dell'opera che potrebbe essere stata avviata da Michelangelo ma terminata da qualcun altro in un'epoca imprecisata. Esistono anche alcuni bozzetti attribuiti all'artista riferibili a figure di altri Prigioni. Il sepolcro di Giulio II, nella sua versione definitiva e molto più modesta del progetto originale, è collocato nella basilica di San Pietro in Vincoli a Roma.