Al Prix Italia il riscatto grazie all’integrazione in 'Il coraggio di vincere'

“Una storia di rinascita e di rivincita, di una seconda occasione che un uomo ha nella vita” e che in questo caso arriva “grazie all’incontro con un giovane senegalese”. Marco Pontecorvo riassume così ‘Il coraggio di vincere’, il tv movie coprodotto da Rai Fiction e Red Film, presentato ieri sera nell’ambito del 68esimo Prix Italia organizzato dalla Rai a Lampedusa che sarà trasmesso su Rai1 nel corso di questa stagione televisiva. La manifestazione si chiude domani alla vigilia della ‘Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione’, che si celebrerà lunedì sull’isola siciliana per ricordare la tragedia del 3 ottobre 2013 quando persero la vita in mare più di 360 migranti.

‘Il coraggio di vincere’ racconta la storia di un giovane migrante che ce l’ha fatta, che ha vinto, grazie all’incontro casuale con Rocco, un pugile promettente che ha perso la sua grande occasione, e la cui vita si è avviata lentamente verso una serie di fallimenti e delusioni. Nel cast Adriano Giannini, Nino Frassica e il giovane attore del Camerun, Yan Gael. Rocco (Giannini) ha superato i quaranta, dopo la separazione dalla moglie, vive con poco, soprattutto con nessuna speranza di migliorare. Gestisce una vecchia palestra con il suo ex allenatore di fiducia Marcello (Frassica), allenando alcuni pugili senza grandi aspettative di emergere nel panorama nazionale. Finché un giorno incontra Ben (Gael), un giovane senegalese che si arrangia a vivere. Rocco scopre in Ben il talento del pugilato e, grazie a lui, riprende a sperare: se riuscirà ad allenarlo, lo porterà alla conquista di un titolo importante nel pugilato che conta, avrà la sua rivincita con la vita.

C’è sempre una seconda occasione nella vita – afferma Pontecorvo - e in questo caso, al personaggio principale interpretato da Giannini, questa ulteriore chance viene data dall’incontro casuale con il ragazzo senegalese, e l’amore per la boxe li unisce, superando le differenze anche culturali tra loro, li porta a scontrarsi ma anche a ritrovarsi, migliorarsi e a vincere. Dalle differenze spesso nasce una seconda possibilità -prosegue il regista- il ragazzo senegalese che deve trovare una sua via, incontra Giannini che si è arenato nella sua vita e dall’incontro tra i due nasce una nuova possibilità”. “‘Il coraggio di vincere’, apparentemente un film sulla boxe, è in realtà un’opera sull’integrazione”, aggiunge Pontecorvo, sottolineando che si tratta di “un film a tutti gli effetti, anche se poi viene trasmesso in televisione. E’ un medium diverso – spiega il regista - ma tante storie sono più efficaci se raccontate per la tv, che ha un bacino di utenza gigantesco, rispetto al cinema. Io tratto quasi sempre alla stessa maniera il prodotto per la tv e quello per il cinema. Poi è ovvio che sai chi è il committente e devi tenerne conto sia quando scrivi che quando giri. Detto questo l’amore e l’attenzione che ci metti quando lo fai è uguale a quello che metti quando fai un film per il cinema”, conclude Pontecorvo.