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Quattro date in Italia a dicembre, Peter Cincotti presenta il nuovo album

SPETTACOLO
Quattro date in Italia a dicembre, Peter Cincotti presenta il nuovo album

Peter Cincotti

Peter Cincotti sarà in Italia a dicembre. Per i tanti estimatori un graditissimo ritorno quello del giovane pianista, songwriter newyorchese, che durante il suo tour presenterà in anteprima il prossimo album, 'Long Way from Home'. L’artista si esibirà dal vivo in trio, il 13 dicembre a Bologna (Bravo Caffè), il 14 dicembre a Roma (Monk), il 15 a Napoli (Hart) e il 17 dicembre a Milano (Blue Note). Cincotti sarà accompagnato da Lex Sadler (basso e sintetizzatori) e da Joseph Nero (batteria).

Nato e cresciuto a New York, di chiare origini italiane, Cincotti ha trascorso gran parte della sua infanzia andando a scuola durante il giorno e suonando nei locali di notte. Una di quelle notti, il leggendario produttore Phil Ramone (33 nomination e 14 Grammy vinti) era lì presente, una casualità che lo ha portato a produrre l’album di debutto di Peter, che ha raggiunto il primo posto nelle classifiche jazz di Billboard: a soli 18 anni Cincotti è stato l'artista più giovane a raggiungere questo traguardo.

Da allora, Peter si è esibito in alcuni dei luoghi più prestigiosi del mondo, dalla Carnegie Hall di New York a L'Olympia di Parigi. Ha collaborato con gli artisti più svariati, da Andrea Bocelli a David Guetta, ha partecipato ad alcuni film di successo come 'Spiderman 2', ha rappresentato la moda a livello mondiale per alcuni marchi di primissimo piano, e proprio di recente è apparso nella serie 'House Of Cards', cantando in duetto con Kevin Spacey.

Il suo 'Long Way From Home' (la cui uscita è prevista nella primavera del 2017) è stato creato viaggiando. Scritto, arrangiato e prodotto dallo stesso Cincotti, l'album è stato la conseguenza del 'trasferimento' dei suoi pianoforti in una casa sulla costa dello Jersey, dove ha costruito uno studio di registrazione e ha trascorso la maggior parte degli ultimi due anni da solo, al quadro di comando, come lui stesso ha spiegato.

"E’ stato bellissimo lavorare durante la notte senza che i vicini newyorchesi si lamentassero, ed esplorare ogni cosa che mi veniva in mente, ma sono sicuro che stavo anche diventando matto - racconta Cincotti - Ad un certo punto, ogni volta che mi addormentavo, una nuova canzone si insinuava in qualunque sogno stessi facendo. Così mi svegliavo e scrivevo. Diverse canzoni di questo album sono state scritte in questo modo. Sono giunto al punto in cui mi sembrava di non comporre, ma di scrivere quello che già era lì".

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