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Lirica, la magia di Madama Butterfly per la 'Prima' della Scala /Video

SPETTACOLO
Lirica, la magia di Madama Butterfly per la 'Prima' della Scala /Video

La magia del kabuki giapponese rivive alla Scala nella Madama Butterfly di Puccini che Alvis Hermanis, regista lettone tra i più geniali, metterà in scena in occasione della tradizionale Prima milanese del 7 dicembre. Un evento che punta a lasciare il segno tra gli appassionati di tutto il mondo e su cui anche la Rai scommette con la messa in onda, per prima volta in diretta su Rai1, di una serata evento.

A dirigere sarà il maestro Riccardo Chailly che ha scelto di rappresentare l'opera nella versione originale andata in scena nel 1904: "Ho voluto seguire la volontà di Puccini - spiega -. E' stata una decisione importante e certamente interessante, ma anche doverosa nei confronti dello stesso Puccini per dare a tutti la possibilità di ascoltare la versione che proprio qui portò in scena nel 1904". Ancor "più interessante - aggiunge Chailly - è il fatto che Puccini alla Scala manca da 30 anni. L'ultima volta fu la Turandot del 1983" e "credo che questo una giusta risposta al suo discorso musicale".

Un ideale percorso che passa attraverso "un teatro introspettivo che racconta i drammi personali in modo quasi psicoanalitico" e "con un linguaggio più evoluto rispetto a Tosca. Questa, assicura, "sarà una versione più aspra e drammatica, oltre che teatralmente più eloquente" e "una grande possibilità di conoscenza" per tutti coloro che, attraverso la tv, la radio e le numerose iniziative che porteranno il capolavoro di Puccini in tutto il mondo.

Oltre a numerose iniziative diffuse che porteranno la Madama Butterfly nei luoghi più significativi di Milano, con la proiezione sui maxischermi installati in galleria Vittorio Emanuele, al refettorio ambrosiano,al teatro Dal Verme,al chiosco del parco Trapezio nel quartiere di Santa Giulia e in alcuni musei della città, l'opera sarà trasmessa in diretta su Rai1 e in centinaia di sale teatrali e cinematografiche in Italia e all’estero. La diretta sarà trasmessa anche nelle tv di Francia, Germania, Portogallo, Repubblica Ceca e Ungheria, mentre in Giappone e Svizzera sarà trasmessa in differita. Immancabile la diffusione radiofonica, con la diretta trasmessa su Radio3 e su altre 20 emittenti radiofoniche host della piattaforma Euroradio. La rappresentazione sarà inoltre disponibile anche via internet, sulla piattaforma Rai play.

Un impegno imponente, quello della Rai, frutto di un progetto condiviso dal sovrintendente della Scala Alexander Pereira e il direttore generale della Rai Antonio Campo Dall'Orto: "Ci siamo incontrati poco meno di un anno fa - spiega il dg Rai - e ci siamo trovati subito d'accordo sull'idea di puntare sull'innovazione per rendere un maggior valore a tutti coloro che vivono in questo Paese, estendendo anche il messaggio al maggior numero di persone possibile". Una delle strade per ottenere questo risultato era quella di "portare la lirica della Scala, il maggior evento culturale mondiale italiano, sulla rete ammiraglia della Rai, con un grande evento in diretta".

E' stato "un progetto emozionante - aggiunge Campo Dall'Orto - oltre che una ulteriore prova che il compito del servizio pubblico è di essere il più divulgativi possibile". Anche se questo comporta dei rischi, in termini di ascolti: "E' chiaro - ammette il dg - i rischi esistono, ma il nostro obiettivo è di raggiungere e incrociare i diversi tipi di pubblico, tra chi è avvezzo alla Scala e gli altri, che non sanno ancora che la lirica potrebbe essere una passione".

Per fare questo, Per fare questo, "racconteremo anche tutto ciò che avviene prima, durante e attorno allo spettacolo con Milly Carlucci, Antonio Di Bella e Serena Scorzoni affiancati da protagonisti e ospiti dallo studio e dal foyer della Scala, come il critico musicale Sandro Cappelletto e Cristina Parodi e con servizi e approfondimenti realizzati in collaborazione con Rai News e la Tgr". Si tratta di "una sfida complessa - conclude il dg - ma necessaria". Perché "soltanto in questo modo la Rai riuscirà a mantenere la sua universalità".

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