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'Mondoraro': ecco l'album solista del bassista degli Stadio, Roberto Drovandi

SPETTACOLO
'Mondoraro': ecco l'album solista del bassista degli Stadio, Roberto Drovandi

"Questi brani li ho scritti durante un lungo arco temporale ma sono sempre stato un po' riluttante a pubblicarli: si sa, i bassisti sono sempre un po' defilati... Poi, dopo la vittoria di Sanremo, ho pensato: facciamo anche questo!" Roberto Drovandi, bassista degli Stadio dall'inizio degli anni '90, pubblica il suo primo album da solista, 'Mondoraro': 10 tracce strumentali disponibili in tutti gli store digitali dal 16 dicembre ma che presto verranno stampati anche su cd e vinile. Pezzi che spaziano tra diversi generi musicali e che rispecchiano l'esperienza maturata da Drovandi, dal jazz funk al rock, passando per l’ambient e l’emotività delle atmosfere jazz fusion.

I brani sono tutti strumentali con l'eccezione di due: 'Shake up', dove Drovandi aggiunge la sua voce a quella di Francesca Taverni, e 'Volturno night', in cui -spiega- "ho messo la mia voce sintetizzata per pronunciare alcune parole in inglese che connotano la storia di questa notte". "Ma per carità non sono cantante e mi sono ben guardato dall'andare oltre questo", ride.

Compositore, arrangiatore e produttore di giovani talenti, oltre che bassista della band di Gaetano Curreri con cui ha registrato decine di dischi ed effettuato centinaia di concerti, Drovandi, classe 1965, ha messo in questo disco idee e composizioni a cui lavora dagli anni 2000, "nei pochi ritagli di tempo che avanzano dai tour con gli Stadio". Alcuni pezzi sono più recenti, altri meno, altri ancora sono rivisitazioni di cose scritte per altri come 'Prima di partire per un lungo viaggio (instrumental version)', in cui il musicista ha reintepretato il brano creato con Curreri e Vasco Rossi per Irene Grandi.

"Con l'arrivo dei miei 50 anni -dice Drovandi- ho sentito impellente la neccessità di dare vita a tutte quelle idee che avevo nel cassetto perchè la mia indole di compositore, dopo tanti anni di esperienza, aveva la necessità di uscire fuori. Questo mio primo disco da solista, che rappresenta un po' ciò che ho vissuto in prima persona, racconta ciò che sono oggi, ma anche quelle che sono state le varie fasi della mia vita artistica", spiega Roberto. Al quale non dispiacerebbe far seguire alcune date live all'uscita del disco: "Certo mi piacerebbe, naturalmente coinvolgendo gli altri musicisti che hanno suonato con me nel disco, da Adriano Molinari a Raniero Gaspari, da Maurizio Piancastelli a Paolo Caruso e Santi D’Angelo, a Sandro Comini. Vedremo come riusciremo ad incastrare qualche concerto. Nel frattempo sto prendendo gusto a fare dei live streaming dal mio studio, sulla mia pagina Facebook... È molto emozionante". E anche se naturalmente l'impegno principale rimangono gli Stadio, tutti i componenti della band fanno anche altre cose, "perché avere altri stimoli arricchisce anche il lavoro degli Stadio quando ci ritroviamo".

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